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9 aprile 2026

SCRITTORI IN EVIDENZA : Ilaria Permigotti

  

Alla scoperta di Ilaria e della sua Fantascienza Italiana 

 

Oggi ho il piacere di presentarvi un’autrice che unisce passione, creatività e un amore profondo per la fantascienza: Ilaria Pernigotti. Ho avuto il privilegio di intervistarla e scoprire insieme a voi la storia dietro i suoi romanzi, il suo percorso e i progetti futuri.

Ilaria   vive  in provincia di Belluno, anche se le sue radici affondano a Vicenza. La sua carriera da scrittrice è iniziata nel 2021 con il romanzo d’esordio La figlia dei due mondi, un’opera che nasce dall’ispirazione più pura: la passione per Star Trek, la celebre saga creata da Gene Roddenberry.


Per chi non lo sapesse, Star Trek non è solo fantascienza: è un universo che esplora società, culture e valori attraverso le avventure di equipaggi interstellari. Creata da Gene Roddenberry negli anni ’60. Non è solo una serie di avventure spaziali: racconta società futuristiche, civiltà diverse, valori come il rispetto, la cooperazione e la scoperta dell’ignoto. È sviluppata come un vero e proprio universo narrativo, con molte serie TV, film, libri e fumetti, ognuno dei quali esplora nuovi pianeti, nuove culture e sfide morali. È un mondo così ricco che ha ispirato milioni di persone a pensare oltre i confini del proprio mondo e, nel caso di Ilaria, a scrivere il suo primo romanzo di fantascienza. Ha affascinato milioni di spettatori nel mondo, e proprio questo universo ha spinto Ilaria a cimentarsi con la scrittura di una storia che, pur essendo originale, porta con sé lo spirito di esplorazione, diversità e avventura tipico di Star Trek.

 


La figlia dei due mondi racconta la storia di Lea e Ashtar, due bambini destinati a crescere insieme ma cresciuti in mondi diversi: la Terra e Keid. Il romanzo unisce fantascienza e romanzo di formazione, mostrando le differenze culturali e caratteriali tra umani e keidiani, tra emozioni e doveri, tra libertà e responsabilità. Il seguito, Onore & Fedeltà, approfondisce le avventure dei protagonisti, con nuovi intrighi, tradimenti e un viaggio emozionante tra le stelle.

Oltre a questa dilogia, Ilaria sta già lavorando a nuovi progetti editoriali: una biografia romanzata sul celebre attore francese Fernandel e un albo illustrato sull’autismo, confermando la sua capacità di spaziare tra generi e tematiche.

 

 


L’intervista a Ilaria Pernigotti

 

1- Star Trek ti ha acceso la miccia, ma poi hai costruito un universo tuo: qual è stato il momento esatto in cui hai capito che La figlia dei due mondi non era più solo un omaggio, ma una storia che doveva esistere per forza?

Ilaria:  In realtà ero consapevole fin dall’inizio che avrei dovuto creare una

storia indipendente da Star Trek, così mi lasciai ispirare dal fatto che avevo

creato il mio personaggio cosplayer “T’Ile cha Sarek” e che gli avevo dato una

biografia: sorellastra di Spock, adottata da Sarek e Amanda, dopo che i suoi

genitori erano deceduti, T’Ile è stata immaginata come la figlia di un ipotetico

fratello di Sarek, il meno noto Salek. Non un caso quindi che Lea, nel romanzo,

abbia la stessa storia personale e che Keras sia il nome di Sarek al contrario.

Neppure il mondo di Keid è un caso, perché si trova alle stesse coordinate in

cui gli scienziati stessi hanno localizzato il pianeta Vulcano (= HD 26965b),

ovvero, nella costellazione di Eridani 40 a circa 16,5 anni luce dalla Terra.

 


2-Lea e Ashtar sono speculari: uno umano nell'animo ma keidiano di nascita (e viceversa). Quanto è stato difficile bilanciare queste due personalità così opposte e farle crescere insieme nel genere del romanzo di formazione?

Ilaria: Conoscendo bene la figura di Spock è stato abbastanza facile ricreare

la dicotomia umano e alieno. Lea e Ashtar sono entrambi mezzosangue, ma

l’aver vissuto su due pianeti differenti li ha resi opposti nel carattere e nei

valori culturali. Lea nasce sulla Terra e viene educata come un’umana, Ashtar

nasce su Keid e viene educato come un keidiano. Lea e Ashtar hanno i papà

keidiani e la mamme umane.

Da notare che tutti i nomi keidiani puri iniziano con la “K” come il nome del

pianeta, mentre chi è spurio ha il nome che inizia con la lettera del nome della

madre.

Leila —> Lea / Artemisia —> Ashtar

 


3-Keid e la Terra non sono solo pianeti, sono visioni del mondo. Secondo te oggi siamo più umani “troppo emotivi” o keidiani “troppo razionali”? E che prezzo stiamo pagando?

Ilaria:Oggi siamo ancora dei barbari, dove a vincere è la legge del più forte.

Chiedo perdono per tanto pessimismo, ma da persona nello spettro autistico,

per me questa società non è né rispettosa, né inclusiva. Siamo ben lontani dal

concetto di civiltà.

 

4-Hai scelto il punto di vista di Lea fin da quando ha cinque anni: scelta rischiosa. Cosa ti ha permesso di raccontare che un narratore adulto non avrebbe mai potuto dire?

Ilaria:   Non è stato facile, infatti alcune delle critiche che mi sono state fatte

riguardo proprio il linguaggio che risulta essere troppo maturo per una bimba

così piccola. Peccato, perché con l’editor è stato uno dei punti su cui abbiamo

lavorato di più, ma probabilmente abbiamo valutato che nel futuro i bambini

potessero avere un linguaggio diverso dai bimbi di oggi, specialmente Ashtar

che ha un modo di esprimersi molto simile a quello di Spock bambino. Scelte

stilistiche che possono o meno piacere.

 


5-Onore & Fedeltà alza il livello: intrighi, tradimenti, responsabilità. Scrivere il sequel è stato più liberatorio o più pesante rispetto al romanzo d’esordio?

Ilaria:  Più studiato, il primo romanzo venne scritto in 45 giorni e poi

rimaneggiato e corretto per 3/4 mesi. Il secondo ci sono voluti 3/4 mesi solo

per scriverlo e altrettanti per editarlo. Però è stata una bella coincidenza

vederli pubblicati entrambi praticamente lo stesso giorno e mese, ma con un

anno di differenza.

 

6-Self-publishing: libertà totale ma anche zero paracadute. Qual è stata la lezione più dura che ti ha insegnato questa scelta, senza filtri?

Ilaria:  L’impegno assiduo e costante per promuoverli, ma la soddisfazione è

stata riuscire a vendere circa 1000 copie solo de “La figlia dei due mondi”.

 


7-Tra i progetti futuri spiccano una biografia romanzata su Fernandel e un albo illustrato sull’autismo: due mondi lontanissimi. Cosa ti spinge a cambiare così tanto registro invece di restare “comoda” nella fantascienza?

Ilaria:  Perché mi piace esplorare generi nuovi e poi perché le tematiche di

cui parlare nascono da ricerche personali, che diventano interessi assorbenti

e sui quali poi sento nascere in me il desiderio di scrivere qualcosa. Prima di

ogni romanzo, comunque nascono collaborazioni che portano a interviste,

scrittura di articoli di approfondimento, ecc. Quindi ogni pubblicazione è frutto

di almeno un paio d’anni di ricerche e approfondimenti. Per la dilogia “Le

avventure di Lea” e poi Fernandel tutto ebbe inizio con la collezione dei dvd e

poi dei libri. Collezione dvd Star Trek completata. Quella di Fernandel, su 150

film me ne mancano una ventina, ma riguardano i cosiddetti “introvabili”.

Per conoscere Fernandel ho dovuto intraprendere lo studio del francese,

perché le biografie sono tutte in lingua originale e anche per i dvd è ben raro

trovare qualcosa di tradotto o quanto meno sottotitolato. Fernandel in Italia è

quasi conosciuto solo per “Don Camillo” in pochissimi conoscono i film che

fece prima del 1950 e ancor meno si sa che la sua carriera artistica nacque

come cantante ai caffè concerto, come “comique troupier” ovvero, soldato

comico. Canzoni meravigliose che si trovano facilmente sia su YouTube che

Spotify. Alcune di esse in Francia hanno fatto la storia, come l’hanno fatta i

film di Marcel Pagnol a noi italiani praticamente del tutto sconosciuti; il che, a

mio avviso, è un vero peccato.


Per scrivere l’albo illustrato sull’autismo tanta ricerca specialistica, raccolta di

testimonianze e conoscenza del mio funzionamento. Un albo per parlare di

me in modo indiretto, un po’ come fu per “La figlia dei due mondi” che fu una

scrittura catartica, per “fare pace” col passato e andare avanti. Credo che “La

figlia dei due mondi” fu l’inizio di un ciclo che presumibilmente va a

compimento con quest’albo, anche se non si può mai mettere la parola “fine”

a un percorso di consapevolezza personale, poiché è un continuo divenire.

 

8-Guardando avanti al 2026-2027: che tipo di scrittrice vuoi diventare davvero? Quella che conferma ciò che già sa fare o quella che rischia di spiazzare lettori e critica?

Ilaria:   Non lo so, anche se ho in cantiere altri due romanzi che potrei definire

di genere storico, però non è che tutto ciò che scrivo poi porto in

pubblicazione, quindi sarà da vedere. Una cosa è certa: dopo, la seppur

ottima esperienza col self, voglio provare a pubblicare con una casa editrice.

Ovviamente casa editrice non a pagamento e per farmi aiutare in questo

nuovo percorso ho scelto d’iniziare la collaborazione con un agente letterario,

che ritengo di tutto rispetto: Manuel Santagati e la sua agenzia.

 


9-Hai citato Gene Roddenberry come tua fonte d'ispirazione. Oltre all'ambientazione spaziale, quale "messaggio filosofico" di Star Trek senti di aver fatto più tuo nella scrittura de La figlia dei due mondi?

Ilaria:  La libertà di essere se stessi a dispetto del giudizio degli altri.

Lea ha decisamente un coraggio che a me manca. Lea è ciò che vorrei essere

e non sono.

 

 

Ma Ilaria non si ferma qui: ha già in cantiere nuovi progetti editoriali, tra cui una biografia romanzata sul celebre attore francese Fernandel e un albo illustrato sull’autismo.

 

Voglio ringraziare Ilaria Pernigotti per il tempo dedicatomi, per la sua disponibilità e per aver condiviso con noi non solo la sua esperienza, ma anche l’amore e la passione che mette in ogni suo lavoro. Se siete curiosi di leggere le sue storie, potete trovarle nei principali store online, sempre disponibili in self-publishing.

La fantascienza italiana ha voci giovani e brillanti, e Ilaria è senza dubbio una di queste: pronta a portarci in mondi lontani e a farci riflettere su ciò che ci rende umani… e su ciò che ci unisce oltre le stelle. ✨

  


 

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