Alla scoperta di Ilaria e della sua Fantascienza Italiana
Oggi ho il piacere di presentarvi un’autrice che unisce passione, creatività e un amore profondo per la fantascienza: Ilaria Pernigotti. Ho avuto il privilegio di intervistarla e scoprire insieme a voi la storia dietro i suoi romanzi, il suo percorso e i progetti futuri.
Ilaria vive in provincia di Belluno, anche se le sue radici affondano a Vicenza. La sua carriera da scrittrice è iniziata nel 2021 con il romanzo d’esordio La figlia dei due mondi, un’opera che nasce dall’ispirazione più pura: la passione per Star Trek, la celebre saga creata da Gene Roddenberry.
Per chi non lo sapesse, Star Trek non è solo fantascienza: è un universo che esplora società, culture e valori attraverso le avventure di equipaggi interstellari. Creata da Gene Roddenberry negli anni ’60. Non è solo una serie di avventure spaziali: racconta società futuristiche, civiltà diverse, valori come il rispetto, la cooperazione e la scoperta dell’ignoto. È sviluppata come un vero e proprio universo narrativo, con molte serie TV, film, libri e fumetti, ognuno dei quali esplora nuovi pianeti, nuove culture e sfide morali. È un mondo così ricco che ha ispirato milioni di persone a pensare oltre i confini del proprio mondo e, nel caso di Ilaria, a scrivere il suo primo romanzo di fantascienza. Ha affascinato milioni di spettatori nel mondo, e proprio questo universo ha spinto Ilaria a cimentarsi con la scrittura di una storia che, pur essendo originale, porta con sé lo spirito di esplorazione, diversità e avventura tipico di Star Trek.
La figlia dei due mondi racconta la storia di Lea e Ashtar, due bambini destinati a crescere insieme ma cresciuti in mondi diversi: la Terra e Keid. Il romanzo unisce fantascienza e romanzo di formazione, mostrando le differenze culturali e caratteriali tra umani e keidiani, tra emozioni e doveri, tra libertà e responsabilità. Il seguito, Onore & Fedeltà, approfondisce le avventure dei protagonisti, con nuovi intrighi, tradimenti e un viaggio emozionante tra le stelle.
Oltre a questa dilogia, Ilaria sta già lavorando a nuovi progetti editoriali: una biografia romanzata sul celebre attore francese Fernandel e un albo illustrato sull’autismo, confermando la sua capacità di spaziare tra generi e tematiche.
L’intervista a Ilaria Pernigotti
1- Star Trek ti ha acceso la miccia, ma poi hai costruito un universo tuo: qual è stato il momento esatto in cui hai capito che La figlia dei due mondi non era più solo un omaggio, ma una storia che doveva esistere per forza?
Ilaria: In realtà ero consapevole fin dall’inizio che avrei dovuto creare una
storia indipendente da Star Trek, così mi lasciai ispirare dal fatto che avevo
creato il mio personaggio cosplayer “T’Ile cha Sarek” e che gli avevo dato una
biografia: sorellastra di Spock, adottata da Sarek e Amanda, dopo che i suoi
genitori erano deceduti, T’Ile è stata immaginata come la figlia di un ipotetico
fratello di Sarek, il meno noto Salek. Non un caso quindi che Lea, nel romanzo,
abbia la stessa storia personale e che Keras sia il nome di Sarek al contrario.
Neppure il mondo di Keid è un caso, perché si trova alle stesse coordinate in
cui gli scienziati stessi hanno localizzato il pianeta Vulcano (= HD 26965b),
ovvero, nella costellazione di Eridani 40 a circa 16,5 anni luce dalla Terra.
2-Lea e Ashtar sono speculari: uno umano nell'animo ma keidiano di nascita (e viceversa). Quanto è stato difficile bilanciare queste due personalità così opposte e farle crescere insieme nel genere del romanzo di formazione?
Ilaria: Conoscendo bene la figura di Spock è stato abbastanza facile ricreare
la dicotomia umano e alieno. Lea e Ashtar sono entrambi mezzosangue, ma
l’aver vissuto su due pianeti differenti li ha resi opposti nel carattere e nei
valori culturali. Lea nasce sulla Terra e viene educata come un’umana, Ashtar
nasce su Keid e viene educato come un keidiano. Lea e Ashtar hanno i papà
keidiani e la mamme umane.
Da notare che tutti i nomi keidiani puri iniziano con la “K” come il nome del
pianeta, mentre chi è spurio ha il nome che inizia con la lettera del nome della
madre.
Leila —> Lea / Artemisia —> Ashtar
3-Keid e la Terra non sono solo pianeti, sono visioni del mondo. Secondo te oggi siamo più umani “troppo emotivi” o keidiani “troppo razionali”? E che prezzo stiamo pagando?
Ilaria:Oggi siamo ancora dei barbari, dove a vincere è la legge del più forte.
Chiedo perdono per tanto pessimismo, ma da persona nello spettro autistico,
per me questa società non è né rispettosa, né inclusiva. Siamo ben lontani dal
concetto di civiltà.
4-Hai scelto il punto di vista di Lea fin da quando ha cinque anni: scelta rischiosa. Cosa ti ha permesso di raccontare che un narratore adulto non avrebbe mai potuto dire?
Ilaria: Non è stato facile, infatti alcune delle critiche che mi sono state fatte
riguardo proprio il linguaggio che risulta essere troppo maturo per una bimba
così piccola. Peccato, perché con l’editor è stato uno dei punti su cui abbiamo
lavorato di più, ma probabilmente abbiamo valutato che nel futuro i bambini
potessero avere un linguaggio diverso dai bimbi di oggi, specialmente Ashtar
che ha un modo di esprimersi molto simile a quello di Spock bambino. Scelte
stilistiche che possono o meno piacere.
5-Onore & Fedeltà alza il livello: intrighi, tradimenti, responsabilità. Scrivere il sequel è stato più liberatorio o più pesante rispetto al romanzo d’esordio?
Ilaria: Più studiato, il primo romanzo venne scritto in 45 giorni e poi
rimaneggiato e corretto per 3/4 mesi. Il secondo ci sono voluti 3/4 mesi solo
per scriverlo e altrettanti per editarlo. Però è stata una bella coincidenza
vederli pubblicati entrambi praticamente lo stesso giorno e mese, ma con un
anno di differenza.
6-Self-publishing: libertà totale ma anche zero paracadute. Qual è stata la lezione più dura che ti ha insegnato questa scelta, senza filtri?
Ilaria: L’impegno assiduo e costante per promuoverli, ma la soddisfazione è
stata riuscire a vendere circa 1000 copie solo de “La figlia dei due mondi”.
7-Tra i progetti futuri spiccano una biografia romanzata su Fernandel e un albo illustrato sull’autismo: due mondi lontanissimi. Cosa ti spinge a cambiare così tanto registro invece di restare “comoda” nella fantascienza?
Ilaria: Perché mi piace esplorare generi nuovi e poi perché le tematiche di
cui parlare nascono da ricerche personali, che diventano interessi assorbenti
e sui quali poi sento nascere in me il desiderio di scrivere qualcosa. Prima di
ogni romanzo, comunque nascono collaborazioni che portano a interviste,
scrittura di articoli di approfondimento, ecc. Quindi ogni pubblicazione è frutto
di almeno un paio d’anni di ricerche e approfondimenti. Per la dilogia “Le
avventure di Lea” e poi Fernandel tutto ebbe inizio con la collezione dei dvd e
poi dei libri. Collezione dvd Star Trek completata. Quella di Fernandel, su 150
film me ne mancano una ventina, ma riguardano i cosiddetti “introvabili”.
Per conoscere Fernandel ho dovuto intraprendere lo studio del francese,
perché le biografie sono tutte in lingua originale e anche per i dvd è ben raro
trovare qualcosa di tradotto o quanto meno sottotitolato. Fernandel in Italia è
quasi conosciuto solo per “Don Camillo” in pochissimi conoscono i film che
fece prima del 1950 e ancor meno si sa che la sua carriera artistica nacque
come cantante ai caffè concerto, come “comique troupier” ovvero, soldato
comico. Canzoni meravigliose che si trovano facilmente sia su YouTube che
Spotify. Alcune di esse in Francia hanno fatto la storia, come l’hanno fatta i
film di Marcel Pagnol a noi italiani praticamente del tutto sconosciuti; il che, a
mio avviso, è un vero peccato.
Per scrivere l’albo illustrato sull’autismo tanta ricerca specialistica, raccolta di
testimonianze e conoscenza del mio funzionamento. Un albo per parlare di
me in modo indiretto, un po’ come fu per “La figlia dei due mondi” che fu una
scrittura catartica, per “fare pace” col passato e andare avanti. Credo che “La
figlia dei due mondi” fu l’inizio di un ciclo che presumibilmente va a
compimento con quest’albo, anche se non si può mai mettere la parola “fine”
a un percorso di consapevolezza personale, poiché è un continuo divenire.
8-Guardando avanti al 2026-2027: che tipo di scrittrice vuoi diventare davvero? Quella che conferma ciò che già sa fare o quella che rischia di spiazzare lettori e critica?
Ilaria: Non lo so, anche se ho in cantiere altri due romanzi che potrei definire
di genere storico, però non è che tutto ciò che scrivo poi porto in
pubblicazione, quindi sarà da vedere. Una cosa è certa: dopo, la seppur
ottima esperienza col self, voglio provare a pubblicare con una casa editrice.
Ovviamente casa editrice non a pagamento e per farmi aiutare in questo
nuovo percorso ho scelto d’iniziare la collaborazione con un agente letterario,
che ritengo di tutto rispetto: Manuel Santagati e la sua agenzia.
9-Hai citato Gene Roddenberry come tua fonte d'ispirazione. Oltre all'ambientazione spaziale, quale "messaggio filosofico" di Star Trek senti di aver fatto più tuo nella scrittura de La figlia dei due mondi?
Ilaria: La libertà di essere se stessi a dispetto del giudizio degli altri.
Lea ha decisamente un coraggio che a me manca. Lea è ciò che vorrei essere
e non sono.
Ma Ilaria non si ferma qui: ha già in cantiere nuovi progetti editoriali, tra cui una biografia romanzata sul celebre attore francese Fernandel e un albo illustrato sull’autismo.
Voglio ringraziare Ilaria Pernigotti per il tempo dedicatomi, per la sua disponibilità e per aver condiviso con noi non solo la sua esperienza, ma anche l’amore e la passione che mette in ogni suo lavoro. Se siete curiosi di leggere le sue storie, potete trovarle nei principali store online, sempre disponibili in self-publishing.
La fantascienza italiana ha voci giovani e brillanti, e Ilaria è senza dubbio una di queste: pronta a portarci in mondi lontani e a farci riflettere su ciò che ci rende umani… e su ciò che ci unisce oltre le stelle. ✨


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