Se c'è una cosa che amo davvero, è scoprire autrici capaci di trasformare le emozioni in parole senza filtri. E Valentina è esattamente questo: una penna che non addolcisce, non protegge, ma accompagna il lettore dentro quello crepe che spesso cerchiamo di nascondere.
✨Ma chi è Valentina?
Valentina è un’autrice toscana, nata a Livorno, con un’anima profondamente divisa tra sogno e realtà. E si sente.
Si definisce una sognatrice un po’ folle e lunatica, e sinceramente… è proprio questa dualità a
rendere le sue storie così vere.Vive circondata dai suoi quattro gatti, tra post-it sparsi e diari nascosti, e scrive romance YA perché non riesce a resistere alla forza dei primi amori. Quelli che ti travolgono, ti cambiano e, a volte, ti rompono.
Ama le cose semplici — pizza, cioccolata calda con panna — ma poi nei suoi libri trovi un’intensità emotiva che ti spiazza. Perché per lei l’equilibrio nasce sempre dalla dualità: luce e buio, amore e dolore, speranza e perdita.
E questa visione si riflette in ogni singola storia che crea.
📚 Ma adesso parliamo dei suoi lavori.
“La collezionista di sogni”
Qui ci troviamo in una Londra che non è quella da cartolina. È una Londra che può diventare una prigione, soprattutto quando sei giovane, fragile e ti senti fuori posto.
Mary Lou e Tristan sono due anime spezzate a modo loro. Lei vive una realtà familiare difficile, lui è chiuso in un silenzio che pesa più di qualsiasi parola. Quando le loro vite si incrociano, qualcosa cambia… ma non nel modo semplice che ti aspetti.
E poi c’è Annabel. Un incontro che arriva come una deviazione improvvisa e che ribalta completamente il modo di vedere le cose.
Questo libro non è solo una storia d’amore. È un viaggio dentro le fragilità, quelle vere.
“Come una notte senza stelle”
Questo è uno di quei libri che non leggi: lo senti.
Due gemelle. Uguali in tutto, ma non davvero. Perché dentro, le differenze contano più delle somiglianze.
Poi succede qualcosa che spezza tutto. E il dolore diventa così grande da togliere le parole.
La protagonista smette di parlare, smette di vivere davvero. Rimane sospesa, bloccata in un tempo che non va avanti. Finché qualcuno non entra nella sua vita e rimette tutto in discussione.
È una storia sulla perdita, sull’identità e su quel vuoto che non sai come riempire.
“Tutti i colori che amo di te”
Qui cambiamo scenario, ma non intensità.
Amy Luna non è una ragazza “normale”, e il mondo non glielo lascia dimenticare. Ma la sua vita, almeno all’inizio, sembra seguire un equilibrio.
Poi tutto si rompe.
Un viaggio che parte da New York e arriva fino all’Australia, passando attraverso eventi che sembrano casuali… ma che forse non lo sono affatto.
Oggetti, incontri, scelte: ogni dettaglio diventa parte di qualcosa di più grande.
E in mezzo a tutto questo c’è Logan.
E un amore che non è semplice, non è pulito, ma lascia il segno.
🖤 Adesso vi chiedo perché leggere i suoi libri? Perché Valentina non scrive storie “facili”.
Scrive quelle che ti fanno fermare, quelle che ti fanno male nel modo giusto.
Se cerchi libri che ti tengano compagnia, ok.
Ma se cerchi libri che ti facciano sentire qualcosa di vero… allora sei nel posto giusto.
🎤 Adesso passiamo alla sua intervista:
1-Scrivi di primi amori, ma senza filtri: quanto ti interessa far sognare e quanto, invece, “educare emotivamente” chi ti legge, soprattutto i più giovani?
Valentina:Direi entrambe le cose. Sognare è bello, avere consapevolezza è importante. Ma ciò che mi interessa davvero è un'altra cosa: permettere alle persone di concedersi il beneficio del dubbio e non vedere le cose solo in bianco o nero, ma capire che esistono anche le sfumature e che solo attraverso quelle, forse, troveranno chi sono.
2-Nei tuoi romanzi i personaggi sembrano sempre in bilico tra luce e buio. È una scelta consapevole o è semplicemente il modo più onesto che conosci per raccontare la crescita?
Valentina: È una scelta ben consapevole. Sono convinta del fatto che non possa esistere luce senza ombra e viceversa, e che l'unico modo che abbiamo per trovare realmente noi stessi e la nostra strada sia raggiungere un equilibrio fra le due
3-La collezionista di sogni parla di prigioni invisibili: secondo te oggi l’adolescenza è più una gabbia o un campo di battaglia?
Valentina: Credo che il campo di battaglia finisca per costruire una gabbia. E lo fa attraverso pregiudizi, ambizioni, ideali, corse contro il tempo. Finisci ingabbiato in una vita che non è la tua senza neanche accorgertene, mentre quello che stavi facendo era solo cercare di adattarti a un mondo che corre troppo in fretta.
4-In Come una notte senza stelle il dolore è muto, paralizzante. Scrivere una storia così è stato terapeutico o emotivamente devastante? Dì la verità.
Valentina: È stato emotivamente devastante. Questa storia spiega come sia difficile lasciare andare le cose che non vanno più bene per noi, nonostante l'amore che ci lega a esse. Stavo vivendo un periodo in cui dovevo affrontare proprio questa scelta e se da un lato scrivere mi ha aiutata, dall'altro è stato davvero doloroso.
5-Amy Luna, albina, tatuatrice, rapita, sopravvissuta: quanto è importante per te raccontare personaggi “fuori standard” senza trasformarli in etichette?
Valentina: Io penso che chiunque alla fine sia "fuori standard". Ognuno di noi è unico. Le etichette servono agli altri per dare una definizione, per capire. Ma in realtà celano la parte più bella: il fatto che possiamo essere qualsiasi cosa vogliamo.
6-Il destino ritorna spesso nei tuoi libri, ma non come favola. Pensi che le scelte contino più del caso o che, a volte, la vita decida comunque per noi?
Valentina:
Mi piace pensare che quando qualcosa va storto è perché è così che doveva andare. È un po' una consolazione, no? Però le scelte contano, contano tanto. Il destino da solo può poco, ogni tanto ha bisogno di una spinta.
7-Post-it sparsi, diari nascosti, notti insonni con film strappalacrime: quanto caos c’è dietro la nascita di una tua storia e quando capisci che è pronta per essere scritta davvero?
Valentina: Questa è proprio una domanda interessante. Tendo a dire che devo "metabolizzare" le idee prima di poterle elaborare e dar loro un senso. Tutto ciò che vivo mi prepara in qualche modo a una nuova storia. Dico sempre che c'è molto di me in ciò che scrivo e metaforicamente parlando è vero.
8-Guardando al futuro: se una lettrice dovesse chiudere uno dei tuoi libri con una sensazione addosso (non per forza felice), quale vorresti fosse?
Valentina: La sensazione di vuoto. Non quel vuoto che resta tale, ma quel vuoto che ti chiama, quel vuoto che è vita che sta per arrivare.
9-Ami disegnare a carboncino. Ti è mai capitato di dover "disegnare" un tuo personaggio per riuscire finalmente a scriverne la voce, o sono due mondi che tieni separati?
Valentina: Da piccola disegnavo manga e creavo storie. Crescendo ho separato queste due attività. La scrittura mi svuota e mi riempie al contempo. Il disegno invece mi chiama a sé quando attraverso fasi di confusione totale. Non penso più a niente, in qualche modo mi calma.
Concludo così, nel modo più semplice: grazie.
Grazie Valentina per aver condiviso il tuo mondo, le tue storie e tue fragilità. Perché non è mai scontato mettersi così a nudo attraverso le parole.
Eccomi Readers, se siete arrivati fin qui, siete ufficialmente complici: ci vediamo tra le pagine, con il cuore un po’ più incasinato. Leggete forte, sentite troppo, e non chiedete mai scusa per le emozioni che un libro vi scatena.
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