🌍✨ La figlia dei due mondi: quando il sangue non basta a unire due universi
Ci sono storie che non parlano solo di personaggi.
Parlano di mondi che si respingono, di emozioni che diventano una lingua proibita e di legami che esistono anche quando tutto li nega.
La figlia dei due mondi ci porta tra due realtà opposte: la Terra e Keid.
Da una parte un pianeta vivo, caldo, pieno di colori e umanità.
Dall’altra un mondo arido, rigido, dove sentire troppo è quasi un errore di sistema.
E in mezzo a tutto questo ci sono loro: Lea e Ashtar.
Due bambini cresciuti insieme, due metà della stessa origine… ma con universi interiori completamente diversi.
Lei è istinto, caos, emozione pura.
Lui è controllo, silenzio, disciplina assoluta.
Eppure qualcosa li lega. Qualcosa che non si spiega e che, forse, non dovrebbe nemmeno esistere.
Il romanzo non è solo fantascienza: è crescita, identità, conflitto emotivo.
È il racconto di cosa succede quando impari a convivere con ciò che sei… anche se il mondo vorrebbe il contrario.
Narrato dal punto di vista di Lea, il lettore viene trascinato dentro la sua crescita, fin da quando è solo una bambina, tra scoperte, distanza, e un legame che diventa sempre più difficile da ignorare.
E attenzione: non è una storia chiusa.
È una dilogia. E questo vuol dire una cosa sola…
quello che succede qui è solo l’inizio.
💬 Una domanda resta sospesa:
può un legame sopravvivere quando due mondi interi spingono per separarli?
Eccomi Readers, se siete arrivati fin qui, siete ufficialmente complici: ci vediamo tra le pagine, con il cuore un po’ più incasinato. Leggete forte, sentite troppo, e non chiedete mai scusa per le emozioni che un libro vi scatena.
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