16 settembre 2026

RECENSIONE : La mangiatrice di Kimchi di Edwina Miller

 

 


 Buongiorno Reader oggi vi porto nella mia recensione di questa storia che ha me a preso molto, ma chi mi conosce lo sa amo la Korea, il kpop e tutta la sua storia. 

 

Ma parliamo di questo libro.

Ci sono libri che leggiamo per lasciarci trasportare da una storia e altri che, in qualche modo, riescono a farci guardare dentro noi stessi.

La mangiatrice di Kimchi di Edwina Miller appartiene decisamente alla seconda categoria.

È una storia che porta il lettore in Corea del Sud, ma soprattutto accompagna la protagonista in un viaggio molto più importante: quello alla ricerca della propria libertà, della propria identità e del coraggio di scegliere per sé

stessa.


La protagonista è Nana, una ragazza di diciannove anni che coltiva da tempo un sogno molto preciso: vivere un'esperienza in Corea del Sud.

Conosce la lingua, ama la cultura coreana e sa bene cosa desidera. Ma dietro questo sogno c'è anche una situazione familiare che le rende difficile sentirsi libera di essere semplicemente sé stessa.

Quando finalmente arriva l'occasione di partire per Seoul per frequentare un trimestre all'università, Nana si trova davanti a una possibilità che potrebbe cambiare completamente la sua vita.

Ma quello che sembrava essere soltanto un viaggio verso un Paese tanto desiderato si trasforma presto in qualcosa di molto più grande.

Nuove persone, nuove esperienze, differenze culturali, difficoltà, sogni e soprattutto sette ragazzi appartenenti a una band K-pop entreranno nel suo percorso.

E sarà proprio attraverso questi incontri che Nana inizierà a scoprire qualcosa di importante: a volte per trovare il proprio posto nel mondo bisogna prima avere il coraggio di lasciare quello che gli altri hanno scelto per noi.

Ma non vi racconto altro. 😉

Perché questa è una storia che, secondo me, va scoperta pagina dopo pagina.

 


✍️ CONOSCIAMO L'AUTRICE: EDWINA MILLER

Edwina Miller è l'autrice de La mangiatrice di Kimchi, una storia che unisce l'amore per la Corea, il mondo K-pop e quello degli idol a temi molto più profondi come la crescita personale, l'indipendenza, la diversità, i legami familiari e la ricerca della propria strada.

Una delle cose che ho apprezzato maggiormente è la capacità dell'autrice di avvicinare il lettore alla cultura coreana senza trasformare il romanzo in una semplice spiegazione didattica.

La Corea entra nella storia attraverso la vita quotidiana dei personaggi, le loro esperienze e le loro relazioni, permettendo anche a chi non conosce bene questo mondo di sentirsi accompagnato durante la lettura.

Ed è proprio questo, secondo me, uno dei punti di forza del romanzo.

 

 

 

 

❤️ Ma  ecco qua la MIA RECENSIONE

Scrivere questa recensione senza fare spoiler sarà una piccola impresa… ma ci provo! 😅 Perché questa è una storia che va scoperta pagina dopo pagina, lasciandosi sorprendere da Nana, dalle sue scelte e da tutto ciò che il suo viaggio in Corea porterà nella sua vita. E
allora parto da una domanda: Tu riusciresti a inseguire il tuo sogno, anche quando le persone che dovrebbero sostenerti cercano invece di fermarti? Io, oggi, sono una donna adulta, con una famiglia e responsabilità che fanno parte della mia vita. Ma mentre leggevo, ho continuato a pensare a una cosa: se avessi incontrato questa storia a vent’anni, quando il mondo era ancora tutto da scoprire e il desiderio di viaggiare era più forte di qualsiasi paura, avrei fatto esattamente come Nana. Perché Nana ha diciannove anni e un sogno enorme: la Corea.
Non è una ragazza che parte allo sbaraglio. Conosce la lingua, conosce la cultura e sa bene cosa desidera. Eppure, dietro questa sicurezza, c’è una ragazza che porta dentro di sé il peso di una famiglia che, invece di darle ali, sembra fare di tutto per spezzarle. E Nana, a un certo punto, decide di fare una cosa che non è affatto semplice: sceglie se stessa. Parte per Seoul per frequentare un trimestre all’università, ma il suo vero sogno è ancora più grande: riuscire a restare in quel Paese. Ci riuscirà? Eh… questo dovrete scoprirlo leggendo. 👀 Ma proprio quando pensate di aver capito dove Nana stia andando a parare, arriva la vera sorpresa: le viene proposto di vivere insieme a sette ragazzi. E non sette ragazzi qualunque. Sette idol appartenenti a una band K-pop che sta iniziando a farsi conoscere. Ora, lo ammetto: noi che conosciamo il mondo K-pop


probabilmente avremmo già perso la capacità di ragionare. 😂 Diciamocelo: chi non ha mai fantasticato almeno una volta di vivere con i propri idol preferiti? Ma Nana no. Per lei è completamente diverso. Perché Nana non vive il K-pop come lo viviamo noi. Non è una fan ossessionata, non è una ragazza che passa le giornate sui social a seguire idol e comeback. Ed è proprio questa sua normalità a renderla la persona perfetta per quella situazione. Nana è acqua e sapone. È intelligente, gentile, sincera. Sa cosa vuole e, soprattutto, non ha paura di lavorare per ottenerlo. Ma dietro il suo sorriso c'è anche un dolore che non si vede immediatamente: quello di una famiglia che non sembra comprenderla, sostenerla e amarla nel modo in cui meriterebbe. Ed è proprio per questo che ho amato tantissimo il suo personaggio. Ho amato la sua voglia di indipendenza, la sua determinazione, la sua sincerità e quella capacità di essere gentile senza diventare debole. Nana mi ha fatto pensare a quante persone, nella vita, vengono giudicate o messe da parte semplicemente perché sono diverse, perché non corrispondono a ciò che gli altri si aspettano da loro. E forse è proprio questo uno dei messaggi che ho sentito più forte durante la lettura: quanto sarebbe bello vivere in una società capace di comprendere e valorizzare davvero le diversità, invece di averne paura. Ma torniamo ai nostri sette ragazzi. 😏 Sette personalità diverse. Sette storie da conoscere. Sette idol da proteggere. E no, se state pensando di trovarvi davanti alla classica storia d'amore con idol e ragazza comune… fermatevi. Non è questo il cuore della storia. Questa è una storia di scelte, crescita, sogni e sorprese. Una storia che ti porta a chiederti quanto siamo davvero disposti a rischiare per ciò che desideriamo. Perché sì, possiamo avere paura dell'ignoto. Ma a volte è proprio quell'ignoto che ci permette

di scoprire quanto siamo forti. Ogni strada può essere giusta o sbagliata. Possiamo prendere decisioni che cambieranno completamente la nostra vita. Possiamo incontrare persone che non avremmo mai immaginato di conoscere e, attraverso loro, imparare qualcosa su noi stessi. E poi c'è una domanda che questa storia mi ha lasciato dentro: La famiglia è davvero soltanto quella in cui nasciamo e cresciamo? Oppure possiamo scegliere, lungo il cammino, persone che ci sostengono, ci fanno sentire amati, protetti e finalmente… a casa? Questa domanda, per me, è stata una delle parti più belle della storia. Devo essere sincera: sono da sempre affascinata dalla Corea, dalla sua cultura e dalle sue tradizioni, ed è proprio questo uno dei motivi che mi ha spinta a leggere il libro. Ma poi è successo qualcosa che non mi aspettavo. Me lo sono divorato. È una storia fresca, genuina, scorrevole, capace di farti entrare nella vita di Nana senza quasi accorgertene. Ridi con lei. Piangi con lei. Sogni con lei. E, pagina dopo pagina, inizi a desiderare anche tu quella libertà che Nana ha avuto il coraggio di conquistarsi. Ho apprezzato tantissimo anche la cura con cui l'autrice accompagna il lettore: già all'inizio vengono presentati i protagonisti, le parole coreane vengono spiegate alla fine del libro e, soprattutto, chi non conosce bene il mondo degli idol, il K-pop o alcune usanze coreane non viene mai lasciato indietro. L'autrice riesce a inserirle nella storia con naturalezza, senza trasformare il romanzo in una lezione sulla Corea. Ed è proprio questo che rende la lettura ancora più piacevole. Nana parte per inseguire un sogno. Ma forse, senza saperlo, sta per trovare molto più di quello che cercava. E io? Io sono già pronta per scoprire cosa succederà nel prossimo volume.
❤️ ⭐ Una storia che consiglio a chi ama la Corea, il K-pop e le storie di crescita personale, ma soprattutto a chi almeno una volta nella vita ha avuto un sogno e si è chiesto: “E se provassi davvero a inseguirlo?” Perché forse, alla fine, il viaggio più importante non è quello che ci porta dall'altra parte del mondo. È quello che ci insegna finalmente a scegliere noi stessi.

 


💌Un grazie sincero a Edwina Miller per avermi fatto conoscere Nana e per avermi accompagnata in questo viaggio tra Corea, sogni, K-pop, crescita e soprattutto ricerca della propria identità.

Ho apprezzato tantissimo il modo in cui hai costruito una storia che può parlare a lettori molto diversi tra loro.

Se amate la Corea , il K-pop 🎶, il mondo degli idol e le storie ambientate in questo universo, credo che questa lettura possa conquistarvi.

Ma la cosa che voglio sottolineare è un'altra: non è necessario conoscere il K-pop per poter amare questo libro.

Se questo mondo vi è completamente estraneo, non lasciatevi fermare. L'autrice riesce ad accompagnarvi passo dopo passo, spiegando ciò che serve senza appesantire la storia.

E se invece siete già appassionati di Corea e K-pop… preparatevi, perché probabilmente vi verrà voglia di fare le valigie insieme a Nana. 😂

📖 Una storia per chi sogna.

Per chi ha paura.

Per chi si sente diverso.

E soprattutto per chi, almeno una volta, ha avuto bisogno di scegliere sé stesso.

Io, intanto, sono già pronta per il prossimo volume. ❤️

 


 

 

 


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