5 novembre 2026

SCRITTORI IN EVIENZA : Lorenzo Grazzi in arte Logan

 

Tra viaggi, parole e nuove storie

 

Buongiorno Readers!

Ci sono autori che scelgono una strada sola e altri che amano esplorare territori differenti, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla voglia di scoprire.

Il protagonista di oggi  è uno di quelli che ama sperimentare e lasciarsi guidare dai suoi sentimenti.

Oggi, per la rubrica “Scrittori in evidenza”, vi porto a conoscere Lorenzo Grazzi, conosciuto anche come Logan: autore che ha saputo attraversare generi e mondi letterari differenti, dalla poesia ai racconti di viaggio, dalla mitologia al fantasy, fino ad arrivare alla narrativa.

Ma prima di essere uno scrittore, Lorenzo è una persona con tante passioni, esperienze e curiosità da condividere. Perché dietro ogni libro c'è una mente che immagina, un cuore che sente e uno sguardo capace di trovare storie

anche nei piccoli dettagli della quotidianità.


Il suo percorso letterario inizia nel 2006 con la raccolta poetica Stracci di Emozioni, pubblicata da Montedit. Da allora la sua scrittura ha attraversato diverse forme e tematiche.

Nel 2023 pubblica Viaggio sull'Orient Express, una guida che accompagna il lettore lungo lo storico itinerario da Parigi a Istanbul, attraversando città e luoghi da scoprire.

Nel 2024 arriva Madrid per esploratori, un viaggio alla ricerca di angoli nascosti, curiosità, leggende e particolarità della capitale spagnola.

Nel 2025 pubblica Stagioni e altri Stracci di Emozioni, una raccolta di 73 poesie che ripercorrono circa trent'anni di vita, tra amore, dolore, cambiamenti e consapevolezza.

Nello stesso anno si dedica anche alla saggistica con Harry Potter e il populismo, un'opera che riflette sul ruolo sociale della narrativa fantasy e sul modo in cui le storie immaginarie possono aiutarci a comprendere la realtà.

Il suo percorso comprende inoltre una raccolta dedicata alla mitologia, con racconti ispirati alle tradizioni greca, romana, giapponese, cinese e sudamericana.

Nel 2026 arriva una nuova sfida: il suo primo romanzo, Piante, libri e cuori spezzati.


La storia ci conduce a Madrid, in una libreria polverosa e un po' improbabile, dove incontriamo Francesco, un botanico con il cuore spezzato che decide di lasciarsi alle spalle il passato.

Quello che doveva essere un nuovo inizio si trasforma in un'avventura fatta di incontri particolari, convivenze eccentriche, colleghi sarcastici e personaggi capaci di cambiare il corso delle giornate.

Tra il burbero signor Álvarez, una coinquilina fuori dagli schemi, una collega incinta e un affascinante ragazzo delle consegne, Francesco scoprirà che a volte la vita ci mette davanti a situazioni impreviste proprio quando ne abbiamo più bisogno.

Un romanzo feel-good che parla di cambiamento, relazioni, crescita personale e della possibilità di concedersi una seconda opportunità.

Ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con Lorenzo per andare oltre i titoli e le pubblicazioni, conoscere l'uomo dietro lo scrittore, scoprire cosa lo ispira, quali esperienze lo hanno formato e quale significato attribuisce alle storie che sceglie di raccontare.

Perché conoscere un autore significa anche entrare, almeno un po', nel suo mondo personale.

Ed ecco le sue risposte!

 



1. Hai iniziato a pubblicare nel 2006 con Stracci di Emozioni e oggi, quasi vent’anni dopo, torni alla poesia con Stagioni e altri Stracci di Emozioni. Se rileggi oggi quelle prime emozioni, cosa è rimasto intatto e cosa invece la vita ha completamente trasformato?

Lorenzo:  Vent'anni? Veramente? Aiuto! In realtà non ci penso molto, cerco di portare avanti con me le cose importanti e lasciare indietro il resto. Trovo che la vita selezioni da sola cosa ci serve e cosa no. Ti direi che c'è ancora tanto di quel ragazzo in me, credo che lo testimoni anche il fatto che la mia ultima raccolta poetica non è del tutto inedita ma accolga anche buona parte di quel primo piccolo libretto. Possiamo dire che siamo cresciuti insieme selezionando le emozioni che era giusto portare con noi.

 

2. Nella tua raccolta parli di Amore, Dolore e del tempo che passa, quasi come fossero tre tappe di un viaggio interiore. Se dovessi scegliere una sola di queste tre stagioni per descrivere il Lorenzo di oggi, quale sarebbe e perché?

Lorenzo:  Sì, per me Amore, Dolore e Tempo sono inscindibili. Credo siano i mattoni sui quali si costruisce la vita, siamo tutti un po' in bilico tra di loro e solo un certo equilibrio ci permette di non cadere negli eccessi. Se però mi chiedi di scegliere solo una di queste stagioni direi il Tempo. Trovo che sia un'ottima cura, ma anche una grande possibilità. Il Tempo scorre e non possiamo fermarlo, ma possiamo riempirlo e questo è una grande possibilità per ognuno di noi. Credo sia il più grande atto di libertà che un individuo possa compiere: dare valore al tempo.

 


3. C'è un filo che sembra attraversare molte delle tue opere: il viaggio, inteso non soltanto come spostamento geografico, ma anche come scoperta. Cosa cerchi davvero quando parti verso una nuova città o quando inizi a scrivere una nuova storia: un luogo da raccontare o una parte di te ancora da scoprire?

Lorenzo:  Il tema del viaggio per la mia personale esperienza è molto legato al Tempo. Vorrei portarmi qualcosa nel cuore al termine di questa vita, per quello vado alla ricerca di cose semplici, magari frivole, ma che creano valore. A Istanbul mi sono ritrovato in un piccolo bar con una vista splendida sul Bosforo, estraneo al turismo e del tutto autentico. Non saprei ritrovarlo, perso tra vicoletti tutti uguali e decadenti, ma è stato un momento prezioso, un'esperienza vera che è solo mia. Così come quella che è diventata la mia panchina preferita di Madrid, all'interno del Giardino Botanico, in un angolo silenzioso all'ombra di un grande olmo... sono piccoli spazi straordinari che non hanno nulla di straordinario. La bellezza è negli occhi di chi guarda, dopotutto. Lo stesso mi capita con le storie, non c'è bisogno che siano incredibili, futuristiche o top ten di vendite, mi basta che sappiano farmi una buona compagnia quando le leggo o le scrivo. Sono un po' strano, temo!

 

 


4. In Piante, libri e cuori spezzati Francesco arriva a Madrid cercando di fuggire, per poi scoprire che proprio quel luogo diventa lo spazio in cui può rinascere. Secondo te, per ricominciare davvero bisogna prima avere il coraggio di scappare da qualcosa oppure, al contrario, imparare finalmente a restare?

Lorenzo: Risponderò con un'osservazione citata anche nel mio Piante, libri e cuori spezzati: la mimosa pudica è una pianta molto affascinante che quando viene sfiorata richiude all'istante le foglie per proteggersi. Gli scienziati hanno scoperto che è anche in grado di apprendere, per cui se viene sfiorata per un certo numero di volte senza subire danni capisce che quello stimolo per lei non è pericoloso e, quindi, non si protegge più.
Penso che sia un buon esempio di resilienza: proteggersi dal dolore, ma anche imparare quando non è più necessario. A volte tendiamo a difenderci con delle barriere da ciò che ci fa male, ma questo ci impedisce di guardare fuori. Dovremmo fare come la mimosa pudica e capire quando effettivamente siamo in pericolo e quando possiamo concederci qualcosa in più.

 

 

 

 


5. Mi ha colpito molto la metafora della “timidezza delle chiome”, gli alberi che mantengono una distanza per proteggersi senza smettere di crescere insieme. Se dovessi trasformarla in una metafora della vita umana, diresti che abbiamo più paura di essere feriti o più bisogno di trovare qualcuno con cui poter abbassare le nostre difese?

Lorenzo:  Anche in questo caso il mondo vegetale ci viene in soccorso con questa metafora botanica. La timidezza delle chiome permette al sole di raggiungere il terreno favorendo la crescita degli alberelli più giovani. Il mantenimento di un equilibrio permette lo sviluppo di un intero ecosistema, ma forse questo le piante non lo sanno, si limitano a fare qualcosa che gli fa bene: se i rami sono molto intrecciati tra loro rischiano di rompersi a vicenda col vento. C'è molta saggezza in questo, convivere in un ecosistema mantenendo la propria individualità. Va molto oltre l'inclusività che oggi è molto di moda, essere inclusivi significa "includere" nel proprio modo di vivere il modo di un altro come far entrare in un club privato qualcuno di esterno per gentile concessione. Ma non ci sono club, non c'è un gruppo che ha più diritti di un individuo. Dovremmo riconoscere che coesistere non significa annullarsi a favore di una totalità, ma mandarla avanti rimanendo individui. Per tornare alla tua domanda, credo che la paura di essere feriti ci porti alla ricerca di un luogo sicuro nel quale rilassarci. Siamo perfetti così, ma a volte lo dimentichiamo. 

 


6. Passiamo a una parte più leggera: hai raccontato Madrid attraverso segreti, leggende, fantasmi e luoghi insoliti. Qual è la scoperta più assurda, curiosa o inaspettata che hai fatto durante uno dei tuoi viaggi e che ti ha fatto pensare: “Questa devo assolutamente raccontarla”?

Lorenzo:  Ce ne sono state tante, talmente tante che ne ho scritti due libri! In questo momento mi viene in mente il mio stupore per la sorte di Velazques. Il corpo del pittore venne inumato con tutti gli onori (era pittore di corte e membro dell'Ordine di Santiago), ma poi la chiesa nella quale avrebbe dovuto trovare eterno riposo venne demolita e i corpi sepolti furono trasferiti fuori dalle mura per questione di igiene pubblico. Così gli spagnoli si persero il corpo di uno dei più celebri pittori della storia. Recentemente pare essere stato individuato, ma non lo si può ancora affermare con certezza. Ma il povero Velazques non è l'unico: la stessa sorte è toccata a Goya. La sua tomba venne ritrovata a Bordeaux ma senza la testa, mentre Cervantes se lo persero per diversi anni prima di ritrovare il luogo di sepoltura. Credo che queste storie rendano l'idea del carattere "leggero" dei madrileni. 

 

 

 


7. In Harry Potter e il populismo parti dal fantasy per riflettere sulla società, sulla storia, sul bene e sul male e sulle scelte che compiamo. Secondo te, perché abbiamo ancora bisogno delle storie fantastiche per parlare di problemi estremamente reali? E cosa riesce a dirci un mago, un mostro o un mondo immaginario che a volte la realtà non riesce più a dirci?

Lorenzo: Il fantasy è forse il primo genere letterario inventato dall'uomo. Attorno al fuoco gli uomini delle caverne raccontavano storie, poi si sono inventati le favole e poi tutto il resto. Lo scopo è da sempre lo stesso: educare. Tutte le storie hanno un messaggio da veicolare. Un conto è dire a un bambino "non andare nel bosco che c'è il lupo", un conto è raccontargli di cosa ha combinato un lupo quando una bambina con il cappuccio rosso è stata poco accorta. Il fantasy ha ancora questa funzione, raccontarci in maniera coinvolgente i pericoli del mondo. Non a caso la Rowling ha costruito l'ascesa di Voldemort ispirandosi a quella di Hitler. Il consenso della stampa corrotta, una politica indebolita, il silenzio del popolo hanno fatto in modo che il male nascesse e quando si sono accorti di cosa accadeva era troppo tardi. In questi tempi difficili credo sia dovere di ogni individuo tenere gli occhi aperti e prendere posizione. Se lo dice Albus Silente, però, ha tutto un altro effetto!

 


8. Hai attraversato poesia, saggistica, guide di viaggio, mitologia e ora il romanzo. Se potessi incontrare il Lorenzo del 2006, quello che pubblicava Stracci di Emozioni, cosa gli diresti del viaggio che avrebbe davanti? E soprattutto: avrebbe mai immaginato di arrivare fin qui?

Lorenzo:  Sinceramente non so come sono finito qui! Ho sempre scritto per me e questo mi è bastato per tanto tempo, poi i miei libri mi hanno dato soddisfazioni e quindi è stato naturale continuare a proporne. Non pensavo che avrei mai pubblicato un romanzo (la saggistica è da sempre nelle mie corde), ma ora c'è e pare che piaccia ai lettori. Con mia somma sorpresa! Per cui direi a quel ragazzo che scarabocchiava su pezzi di carta nei primi anni 2000: continua a farlo, anche quando sembra che non serva a nulla. Un seme piantato può germogliare quando meno te lo aspetti.

 

Ringrazio di cuore Lorenzo per aver accettato il mio invito e per aver condiviso con me e con i Readers una parte del suo percorso, dei suoi pensieri e delle sue esperienze.

È stato bello scoprire quante strade possano convivere nella stessa penna e quanto ogni viaggio, ogni incontro e ogni emozione possano trasformarsi in qualcosa da raccontare.

Gli auguro che le sue storie continuino a raggiungere nuovi lettori e che il suo percorso letterario possa regalargli ancora tante soddisfazioni.

E naturalmente un grazie speciale va anche a voi, Readers, che continuate a seguirmi e a sostenere questa rubrica dedicata agli autori e alle loro storie.

Alla prossima intervista, con un nuovo autore da conoscere e un nuovo mondo da esplorare!

Un abbraccio,

Veronica ❤️




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