Titolo: Un ladro perbene
Autore: Eleonora Scali
Genere: narrativa contemporanea contaminata (techno-thriller, famiglia, romance)
Casa editrice: Edizioni TriplaE
Serie: Poveri ricchi – Vol. 5 (autoconclusivo)
Pagine: 324
ISBN: 978-88-5539-522-9
Formati: cartaceo, ebook + audiolibro incluso
Disponibilità: acquistabile online e ordinabile in libreria
📝Ci sono storie che non si limitano a intrattenere. Ti prendono, ti portano dentro e poi fanno una cosa scomoda: ti costringono a rimettere in discussione tutto quello che credevi di sapere su giusto e sbagliato.
Un ladro perbene di Eleonora Scali nasce esattamente da qui. È narrativa contemporanea, sì, ma contaminata nel modo giusto: dentro ci trovi tensione da techno-thriller, dinamiche familiari che fanno male il giusto e quel filo di romance che non addolcisce, ma complica. È il quinto volume della serie Poveri ricchi, ma resta completamente autoconclusivo, quindi puoi entrarci senza sentirti perso. Trecentoventiquattro pagine che scorrono veloci, disponibili in cartaceo, ebook e anche in audiolibro, perché questa è una storia che funziona anche ascoltata, quasi come se qualcuno te la stesse raccontando a bassa voce.
La prima cosa che colpisce è la copertina, e no, non è solo una questione estetica. È già parte del racconto. Il volto in primo piano è quello del protagonista maschile e sulla sua guancia si intravede l’Africa, come se fosse impressa nella pelle, come se fosse impossibile separarlo da quel luogo. Sullo sfondo scorrono codici informatici, chiaro richiamo al cuore della storia: i crimini digitali, le tracce invisibili, le verità nascoste dietro uno schermo. E poi il titolo, Un ladro perbene, diviso tra bianco e giallo. Un dettaglio semplice, ma che funziona: ti suggerisce subito che qui le cose non sono mai una sola cosa. Un ladro può essere davvero “perbene”? O forse lo è proprio perché ruba per uno scopo diverso? La risposta, ovviamente, non arriva subito. E quando arriva, non è così comoda.
Al centro della storia ci sono Emma e Inez, due sorelle che condividono il sangue ma poco altro. Emma è un tenente della Polizia Postale di Milano, una che vive di regole, disciplina, controllo. È il tipo di persona che crede ancora che la legge sia una linea chiara, netta. Inez, invece, è il caos fatto talento: hacker brillante, studentessa al MIT di Boston, con pochi scrupoli e un obiettivo molto concreto — diventare ricca. Tra loro ci sono dieci anni di differenza, due padri diversi e una quantità di non detti che pesa più di qualsiasi litigio.
Quando Inez si ripresenta nella vita di Emma, niente è semplice. Non lo è la convivenza forzata, non lo è il passato che torna a galla, e sicuramente non lo è
quello che succede dopo. Perché nel momento in cui Emma perde il lavoro e Inez decide di improvvisarsi investigatrice privata, le due si ritrovano coinvolte in qualcosa di molto più grande di loro: un incarico milionario, una truffa internazionale e un ladro da rintracciare.
La loro ricerca le porta lontano, fino in Guinea Equatoriale. E qui il romanzo cambia passo. L’ambientazione non è solo uno sfondo esotico messo lì per fare scena, è parte integrante della storia. È un paese piccolo, ricchissimo di risorse naturali, ma segnato da profonde disuguaglianze. Ufficialmente una repubblica, nella realtà una dittatura durata quasi cinquant’anni. Nel romanzo, il regime cade e lascia spazio a una nuova classe politica, ma il potere resta quello che è sempre stato: una tentazione difficile da ignorare.
In mezzo a intrighi, corruzione e giochi di potere, Emma e Inez si trovano a inseguire un ladro che, paradossalmente, sembra essere la persona più onesta dell’intera situazione. Ed è qui che la storia colpisce davvero. Perché quello che doveva essere un caso da risolvere diventa qualcosa di molto più personale. Le costringe a guardarsi, a confrontarsi, a mettere in discussione non solo il loro rapporto, ma anche il modo in cui hanno sempre interpretato il mondo.
Accanto a loro si muove Nathan Madiba Rugasira, ministro della Cultura e figura chiave del nuovo governo. È un personaggio che porta sulle spalle il peso di un
intero paese e l’idea, forse utopica ma necessaria, che l’istruzione possa davvero cambiare le cose. La sua presenza aggiunge un ulteriore livello alla storia, rendendo ancora più sfumato il confine tra ideali e realtà.
Un ladro perbene parla di famiglia, ma non quella perfetta. Parla di sorellanza, ma senza filtri. Parla di amore, ma senza renderlo il centro di tutto. E soprattutto parla di scelte. Di quelle situazioni in cui la legge non basta e la giustizia prende strade diverse. Di quando ti accorgi che il giusto e lo sbagliato non sono opposti, ma due punti di vista che continuano a rincorrersi.
È una storia che ti mette a disagio nel modo giusto, perché non ti dà risposte facili. Ti lascia con dubbi, con domande, con quella sensazione che forse, al posto dei protagonisti, non avresti fatto scelte così diverse.
E alla fine resta lì, sospesa, una domanda che continua a girare:
se ti trovassi davanti alla stessa situazione… sceglieresti la legge o la giustizia?
Un grazie sincero a Eleonora per questa storia intensa: non solo per averci coinvolto tra emozioni e tensione, ma anche per aver acceso i riflettori sulle realtà e le contraddizioni di un paese spesso poco raccontato, facendoci viaggiare — e riflettere — oltre le pagine.
Eccomi Readers, se siete arrivati fin qui, siete ufficialmente complici: ci vediamo tra le pagine, con il cuore un po’ più incasinato. Leggete forte, sentite troppo, e non chiedete mai scusa per le emozioni che un libro vi scatena.

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