Buongiorno Readers,
Eccomi con una nuova recensione oggi vi porto nella storia di Roberta leanza " Vento Bianco"
Una storia che è pronta a spezzarci il cuore e poi ricomporlo con delicatezza e forza.
SINOSSI
Andrea è un adolescente di 16 anni che porta dentro di sé più ferite di quante dovrebbe avere alla sua età. La sua vita è segnata da dolori invisibili, da un ambiente che spesso non protegge ma ferisce, e da un senso di solitudine che cresce pagina dopo pagina.
Nel suo cammino incontra Cristian, un ragazzo che rappresenta una luce in mezzo al buio. Tra loro nasce un legame che evolve lentamente, tra amicizia, scoperta e sentimenti che diventano sempre più profondi.
Ma il loro percorso non è semplice: il bullismo, il giudizio e il silenzio degli altri diventano ostacoli pesanti da affrontare.
Ed ecco la mia RECENSIONE:
Inizio dicendo che erano mesi che non leggevo un libro in una sola notte, ma la storia che Roberta ci racconta non può essere messa da parte o lasciata in pausa. Andrea e Cristian ti entrano dentro sin dalle prime pagine e non vedi l'ora di scoprire come andrà a finire.
Roberta ci racconta la storia di Andrea, un adolescente che viene spezzato non una sola volta, ma più e più volte.
Può l'amore distruggerti e guarirti allo stesso tempo? Può un ragazzo così giovane essere ferito così profondamente da chi lo odia, da chi lo ama, da chi lo disprezza e da chi lo ignora?
La storia che Roberta ci racconta affronta una tematica purtroppo ancora troppo attuale: il bullismo.
In queste pagine troviamo descritto, in modo crudo ma rispettoso, sia il bullismo fisico che quello psicologico.Andrea incontra Cristian in uno dei momenti più bui della sua vita e tra loro nasce subito un'amicizia che, poco alla volta, si trasforma in qualcosa di più.
Ma essere parte della comunità LGBTQ+ è davvero un motivo per essere bullizzati? Un dolore così grande può essere perdonato o superato?
Ho
amato questa storia anche perché, in parte, mi sono rivista in Andrea. La
musica, per me, ha sempre avuto un forte impatto, soprattutto nei momenti più
tristi e difficili.
Per questo ho amato particolarmente la frase:
"Quando sentirai la mia mancanza, cercami nella musica."
La musica accompagna tutta la narrazione e diventa quasi una protagonista silenziosa della storia.
Questa non è una storia in cui la vittima di bullismo si limita a subire e disperarsi. Andrea lotta, combatte, si ribella, anche a costo di farsi male e di spezzarsi ulteriormente.
È la dimostrazione di come i bulli riescano a vincere solo quando qualcuno tace, quando si sentono forti perché agiscono in branco.
Non vi racconterò la trama, per quello c'è la sinossi. Voglio solo dirvi che tra queste pagine ho sognato, pianto e sorriso insieme ad Andrea. Per certi versi ho persino odiato Cristian e non vi dirò cosa avrei fatto a quel branco di bulli.Ma ciò che mi infastidisce più di tutto è il silenzio di chi vede e non reagisce.
Forse è anche per esperienze personali, ma io non sopporto chi tace. Non sopporto chi fa delle menzogne la propria forza e chi rende il silenzio complice di azioni ingiuste, crudeli e infondate.
In
storie come questa, dove le ferite sono già profonde, faccio ancora più fatica
a comprendere quei genitori che, invece di proteggere i propri figli, li
colpevolizzano o, peggio ancora, li ignorano, senza rendersi conto di ciò che
stanno vivendo e del peso che portano nel cuore.
Che dire? Grazie, Roberta, per questa storia. Grazie per avermi regalato una notte intera di lettura e grazie per avermi dato la possibilità di leggerla.
A voi lettori, invece, non posso fare altro che consigliarla. Ma preparate accanto a voi una scatola di fazzoletti e una bella playlist in sottofondo.





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