27 febbraio 2025

SCRITTORI IN EVIDENZA : Luisa Diaco


 

Dietro le quinte della scrittura: intervista a Luisa Diaco

Oggi vi portiamo alla scoperta di un'autrice che con le sue storie riesce a trasportare i lettori in mondi affascinanti, ricchi di emozioni e mistero: Luisa Diaco. Con il suo talento e la sua capacità di intrecciare generi diversi, Luisa si è distinta nel panorama letterario italiano.

Luisa Diaco è un'autrice appassionata di narrativa che mescola suspense, mistero e introspezione

psicologica. Nei suoi romanzi, il lettore si trova immerso in intrecci avvincenti dove ogni personaggio ha una voce ben definita e ogni colpo di scena tiene incollati alle pagine.


Ciò che rende unici i romanzi di Luisa è la sua struttura dialogica: le storie non hanno un narratore tradizionale, ma sono costruite interamente attraverso le voci dei protagonisti. Questo stile immersivo permette al lettore di entrare direttamente nella mente dei personaggi, vivendo le loro emozioni e scoprendo i segreti nascosti tra le righe.

Inoltre, Luisa esplora con maestria le dinamiche tipiche dei generi horror, thriller e mystery, riuscendo a creare atmosfere inquietanti e cariche di tensione. I suoi romanzi sono un viaggio tra il reale e l'ignoto, tra il passato che riaffiora e il presente che cela enigmi da risolvere.

Ho avuto il piacere di intervistare Luisa per scoprire di più sul suo processo creativo, sulle ispirazioni dietro le sue storie e sulle sfide della scrittura. Quali elementi sono fondamentali per costruire una storia avvincente? Da dove nascono le sue idee? Lo scoprirete leggendo l'intervista completa!

Vi lasciamo all’intervista con Luisa Diaco: immergetevi nel suo mondo letterario e fateci sapere nei commenti cosa ne pensate!

D-Il tuo percorso artistico spazia dalla pittura alla scrittura. In che modo queste due forme d’arte si influenzano a vicenda nel tuo lavoro?

LUISA:Per me scrivere e dipingere è creare immagini. Quando scrivo cerco di creare dei quadri che raffigurano i luoghi che descrivo. Quando dipingo faccio lo stesso. È la mia mente che non separa le due arti che sono in sinergia tra loro.

D-Nei tuoi romanzi crei ponti tra culture diverse, come Italia-Giappone e Italia-India. Cosa ti affascina di questi legami e come scegli le ambientazioni per le tue storie?

LUISA:Ogni luogo ha la sua cultura, i suoi miti, le sue leggende. Molti paese ci sembrano così distanti da noi, ma in realtà non lo sono. Più geograficamente sono lontani, più attirano la mia curiosità e il desiderio di mostrare che quelle poche differenze possono solo arricchirci.


D-“Otto giorni di te” è un romanzo che parla di amore, dolore e crescita personale. C’è un evento o un’esperienza personale che ha ispirato questa storia?

LUISA:Sono stata ispirata dalla storia di due persone. Una è ancora tra noi, l'altra no. La loro determinazione, il loro coraggio, la forza che mi hanno trasmesso è stata la scintilla che mi ha spinto a parlare di come ci si approccia alla malattia, al dolore. Cosa accade quando incontriamo la sofferenza?

D-Le tue poesie esplorano il vivere comune e l’animo umano, con una vena di nostalgia ma anche con un filo di speranza. Credi che la scrittura possa essere un mezzo per elaborare le emozioni più profonde?

LUISA: Sono fermamente convinta che la scrittura è l'espressione del nostro sentire più profondo. La poesia, con il suo ritmo, la sua struttura, arriva, a chi la legge, forse prima di un romanzo.

D-Nel romanzo “Lei. Mai sola” segui il percorso di Giulia verso la libertà e la consapevolezza di sé. Quanto è importante per te raccontare storie di donne forti e indipendenti?

LUISA:Parlare di noi donne, delle nostre difficoltà, qualunque esse siano, è per me un bisogno, una chiamata a mostrare quanta differenza c'è ancora tra noi e un uomo.

D-Hai partecipato a raccolte di racconti e antologie. C’è un tema che senti particolarmente vicino e che ritorna spesso nei tuoi scritti?


LUISA:Il tema dei legami, qualunque essi siano, sono sempre presenti nei miei scritti. Questo perché vorrei lanciare un messaggio: Nessuno è solo.

D-Nella raccolta “Oltre i confini” esplori il mistero e la suspense con la tecnica narrativa Breathless. Com’è nata l’idea di sperimentare questo stile e che impatto ha sulla lettura?

LUISA:È una tecnica inventata dalla scrittrice Elisa Averna.   I racconti fondono la struttura dialogica con l'intreccio tipico dei generi horror, thriller e myster. Le storie non hanno un narratore, ma solo le voci di tre o più protagonisti. Immaginate di stare a teatro, ecco questo è l'impatto che il lettore subirà. Le ambientazioni, i luoghi, i nomi emergono solo attraverso i dialoghi. La lettura diviene così più immediata e immersiva.

D-Nei tuoi scritti poni domande al lettore, cercando di stimolare riflessioni profonde. C’è un messaggio in particolare che vorresti lasciare a chi legge i tuoi libri?
LUISA: Il messaggio è che la vita è un'opportunità. E ogni avvenimento porta con sé sempre un significato perché nulla accade per caso. Dobbiamo solo capirne il senso.

 

📌 Avete mai letto un libro con una struttura narrativa interamente dialogica? Vi incuriosiscono le storie senza un narratore tradizionale? Diteci la vostra nei commenti!

 


 

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