19 marzo 2026

SCRITTORI IN EVIDENZA: Daniela Bianchi e Michele Grignaffini

 




Buongiorno Reader, Oggi vi porto dietro le quinte di due autori che hanno appena esordito con Un’ora prima dell’alba: Daniela Bianchi e Michele Grignaffini.Nel panorama letterario italiano emergono sempre nuove voci capaci di sorprendere, e tra queste spiccano Daniela e Michele  , due autori con background completamente diversi che hanno deciso di unire le loro esperienze per dar vita a un progetto ambizioso: Un’ora prima dell’alba, il primo volume della saga di Ruby Sand.

Daniela, con il suo amore per la storia e la letteratura, e Michele, con il suo sguardo da psicobiologo e viaggiatore curioso, ci raccontano il mondo che hanno costruito pagina dopo pagina, e le sfide e le soddisfazioni di scrivere insieme.

 

Daniela Bianchi vive in una tranquilla cittadina della provincia di Parma, circondata da animali e dalla


natura che spesso ispira le sue storie. Dopo un diploma come perito agrario, ha coltivato la sua passione per la letteratura e la scrittura. Negli anni ha partecipato a diversi concorsi letterari, ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni in antologie e riviste letterarie. I suoi racconti spaziano tra generi diversi, ma tutti condividono un filo conduttore: l’attenzione ai dettagli, ai personaggi e alle atmosfere.

Michele Grignaffini, invece, proviene da un percorso scientifico. Laureato in psicobiologia e neuroscienze cognitive, lavora nell’ambito della psicologia clinica adulta collaborando con diverse realtà tra Parma e Reggio Emilia. Viaggiare e conoscere culture diverse ha arricchito il suo approccio alla scrittura, permettendogli di creare personaggi complessi e mondi coerenti, dove psicologia e storia si incontrano. Anche Michele ha ricevuto riconoscimenti importanti nel campo della narrativa breve, tra cui la vittoria del concorso “Egidio Saracino” e la pubblicazione della raccolta di racconti I passi del gigante.

Due esperienze, due sensibilità diverse, che si fondono perfettamente


in una narrazione che unisce storia, leggenda e fantasia.

 

Un’ora prima dell’alba è un romanzo che non si accontenta di raccontare una storia lineare: intreccia generi diversi per creare un universo ricco e complesso. Al centro della trama ci sono quattro personaggi apparentemente estranei tra loro: un sicario, una ragazza immagine, un giovane musicista e uno spacciatore. A legarli è Uriel Marchesi, il misterioso Signore di Parma, che li coinvolge in un furto impossibile: rubare le Macchine Anatomiche custodite nella Cappella San Severo di Napoli.

Da questo punto di partenza, la vicenda si apre a scenari più grandi e intricati: tra antichi Casati, esperimenti visionari di Raimondo di Sangro e l’eco immortale di Cagliostro, il romanzo esplora la tensione tra potere, conoscenza e destino. La scrittura dei due autori crea un equilibrio sorprendente tra la precisione storica, la psicologia dei personaggi e l’immaginazione fantastica, mantenendo il lettore costantemente immerso in un’atmosfera sospesa tra realtà e leggenda.

Questo primo volume non è solo l’inizio di una saga: è una porta aperta su un universo narrativo in cui


ogni scelta dei personaggi ha conseguenze profonde e ogni mistero svelato apre nuove domande. Con il secondo volume già in lavorazione, Daniela e Michele continuano a costruire una narrazione ambiziosa, capace di affascinare e sorprendere i lettori più curiosi.

Se ami storie in cui il passato e il presente si intrecciano, in cui la storia incontra il soprannaturale e ogni personaggio ha il suo segreto da svelare, Un’ora prima dell’alba è una lettura che non puoi perdere.

 

Ma passiamo alla loro intervista:

1-Un’ora prima dell’alba nasce a quattro mani: chi ha avuto l’idea iniziale e, soprattutto, quando avete capito che funzionava davvero e non era solo entusiasmo da brainstorming?

Daniela e Michele: Il mondo dietro “Ruby Sand – Un’ora prima dell’alba” affonda le sue origini in un gioco di ruolo ideato da Michele, a cui giocavamo tra amici alcuni anni fa. Nel tempo ci siamo accorti che, quell’universo nato per divertimento attorno a un tavolo, catturava la nostra immaginazione ben oltre il gioco in sé. Inizialmente l’idea era di scrivere pochi capitoli da condividere tra noi, un po’ per gioco, un po’ perché entrambi abbiamo sempre amato scrivere, ma, man mano che la storia prendeva vita, ha catturato sempre più la nostra immaginazione arricchendosi con spessore e sfumature. È stato proprio in quel momento che abbiamo iniziato a pensare che, forse, qualcosa stava funzionando davvero.

 


2- Daniela viene da un immaginario storico-letterario, Michele da neuroscienze e psicologia clinica: in che modo queste due teste così diverse si sono scontrate (o fuse) nella costruzione dei personaggi?

Daniela e Michele:

Si sono scontrate spesso, inevitabilmente, ma proprio grazie a questo sono nate molte delle idee di cui siamo più soddisfatti.

Eravamo già abituati a confrontarci come lettori e come autori di racconti brevi, ma la saga di Ruby Sand è il primo progetto che affrontiamo a quattro mani. Ogni decisione riguardo ai personaggi o alla trama è frutto di brainstorming e di scelte condivise, in ciò proprio le nostre differenze si rivelano fondamentali per offrire all’altro nuovi punti di vista e una diversa sensibilità. Il fatto di conoscerci bene e di essere già amici da molti anni, ha sicuramente aiutato a capirci meglio.

 


3- Il romanzo mette insieme furto, alchimia, Casati antichi e figure storiche reali: qual è stato l’equilibrio più difficile da mantenere tra ricerca storica e libertà narrativa?

Daniela e Michele:

Il lavoro di ricerca è stato un passaggio importante perché ci tenevamo che, per quanto possibile per un urban fantasy, parte della storia fosse fedele alla verità storica. Pur essendo relativamente poco conosciuto, Raimondo di Sangro è stato un personaggio davvero incredibile e le sue Macchine Anatomiche conservano ancora oggi il fascino della loro leggenda nera.

La stessa attenzione abbiamo cercato di riservarla ai luoghi — dalla Cappella Sansevero ai quartieri di Napoli, fino alla Rocca di San Leo nel riminese — cercando di rispettarne l’identità e il contesto, ma anche in quegli aspetti caratteristici che sono vanto del nostro paese: la musica, la cucina, l’arte.

La libertà narrativa ha invece trovato spazio in tutto ciò che si muove attorno a questi elementi: nel sovrannaturale, negli intrighi e nella complessità dei personaggi, dove l’invenzione poteva dialogare liberamente.

 


4- Uriel Marchesi, “Signore di Parma”, è il perno che muove tutto: è più burattinaio o prigioniero del sistema che rappresenta? E quanto vi ha messi in crisi mentre lo scrivevate?

Daniela e Michele: Entrambi. Uriel occupa un posto di potere e ciò lo rende burattinaio di molti destini, che lo voglia o meno, ma è anche vittima delle sue certezze e del ruolo che ricopre. Non possiamo sbilanciarci troppo per evitare spoiler, ma sicuramente è un personaggio che ha ancora molto da dire di sé.

 

5- I protagonisti partono come estranei totali l’uno all’altro: chi di loro vi ha sorpreso di più mentre prendeva vita sulla pagina? Quello che ha fatto cose che non avevate pianificato.

Daniela e Michele:

Probabilmente, per entrambi è Lucrezia. È un personaggio che, per certi versi, resta a margine, ma lascia la sua impronta anche al di là di quello che sembra.


Per noi è fondamentale conoscere a fondo ogni personaggio anche oltre ciò che viene effettivamente raccontato nel romanzo, per riuscire a “entrare sotto la loro pelle” e dare loro maggiore coerenza possibile. Ma questo è un discorso che vale per tutti. Molti aspetti delle loro vite non sono finiti su queste pagine e forse non lo faranno mai, ma un giorno potrebbero anche trasformarsi in racconti “spin-off” all’interno del panorama della saga.

 

 

6- Il sapere, in questo romanzo, è potere ma anche condanna: è una scelta narrativa o una posizione precisa sul mondo di oggi? Spoiler: non vale rispondere “entrambe”

Daniela e Michele: C’è un passaggio in un capitolo dove si dice “Questa cosa che le informazioni sono disperse attorno a noi e non più dentro di noi, ha sempre portato enormi conseguenze” e pensiamo che sia un’osservazione profondamente vera.


Oggi viviamo immersi in un flusso continuo di conoscenze accessibili con un tocco di un polpastrello ed è una conquista che ormai diamo per scontata. Conoscere qualcosa, invece, prevede anche un certo senso di responsabilità.

Più che cercare di dare una risposta definitiva su cosa sia giusto o sbagliato, il romanzo cerca di riflettere su questa ambiguità.

 

 

7-Questo è il primo volume di una trilogia: senza spoiler, quanto avete già deciso e quanto invece siete pronti a tradire voi stessi nei prossimi libri?

Daniela e Michele: È una bilancia veramente difficile da prevedere. Ovviamente abbiamo un’idea piuttosto chiara di dove vogliamo arrivare e di alcuni passaggi fondamentali che consideriamo imprescindibili. Allo stesso tempo, sul percorso che porta a quei momenti, restiamo volutamente flessibili.

Durante il processo di scrittura emergono spesso spunti e intuizioni inattese che sarebbe un peccato ignorare. Tradire parzialmente i piani iniziali, a volte, è il modo migliore per restare fedeli alla propria storia.

 


8- Domanda secca: Un’ora prima dell’alba è un esordio ambizioso e stratificato. Che tipo di lettore rischia di non amarlo affatto… e perché, secondo voi, va bene così?

Daniela e Michele:  Non ci sono libri capaci di piacere a tutti. Il bello della letteratura è che vive nella varietà di gusti e nella sensibilità individuale ma anche nei momenti della nostra vita in cui incontriamo una determinata storia.

Un’ora prima dell’alba probabilmente non è adatto a chi cerca una lettura immediata o rassicurante: è un romanzo che chiede partecipazione e dialogo con il lettore. È una storia fatta di zone grigie e di personaggi che non sono eroi e non cercano redenzione.

Non è un romanzo per tutti, ma va bene così. Speriamo che, per chi sceglierà di dargli una possibilità, ne varrà la pena.

 

 

Leggere le loro parole è come entrare nel cuore della loro creatività: ogni dettaglio, ogni scelta narrativa, ogni personaggio prende vita davanti ai nostri occhi.

Un ringraziamento speciale a Daniela e Michele per aver condiviso con noi la loro esperienza, la loro passione e il loro mondo narrativo. E' stato un privilegio poter scoprire da vicino le radici di " Un'ora prima dell'alba" e conoscere le persone dietro questa straordinaria avventura letteraria. Grazie per averci  guidato in questo primo capitolo di questo viaggio tra storia, mistero e immaginazione.

 



2 commenti:

  1. Veronica, ti ringrazio tantissimo per il tempo che ci hai dedicato. Per noi è importante rimanere in contatto con chi ha fatto l'esperienza di leggere il nostro Ruby. Invito chiunque a condividere il proprio parere o le proprie suggestioni in merito a "un'ora prima dell'alba".
    Grazie a tutti <3

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  2. Mi accodo a Michele nel ringraziarti per la tua gentilezza e per l'attenzione che hai sempre riservato al nostro romanzo, Veronica. Riuscire a fare ascoltare la propria voce è importantissimo e lo è anche di più per noi emergenti 🙏🏻✨❤️

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