18 febbraio 2026

DALLA PENNA AL CUORE : Dove il cuore batte forte di Anna Driesen

 

Dove il cuore batte forte- quando la rinascita non è una scelta ma una necessità. 

 

Ci raccontano sempre che basta volerlo davvero.

Che prima o poi passa.

Che il tempo sistema tutto.

La verità?

A volte il tempo non sistema niente. Ti insegna solo a convivere con il rumore che resta.

Il secondo volume della trilogia Heartbeats di Anna Driesen parte proprio da qui: non dalla speranza, ma da quello che rimane quando la speranza non funziona più.

 

La Trama:

Lewis Cooper non crede più molto nel futuro.


Non perché sia cinico.

Perché è stanco.

Quando qualcosa ti spezza davvero, non succede all’improvviso: succede piano. Nei giorni normali, nelle stanze silenziose, nei momenti in cui nessuno guarda.

La sua famiglia prova a tenerlo in piedi, a ricordargli che esiste ancora qualcosa per cui restare. Ma resistere non è vivere… è sopravvivere.

Poi arriva Sebastian.

Sebastian è tutto il contrario di ciò che Lewis è diventato: luce, movimento, energia. Un ballerino che sembra appartenere al mondo, mentre in realtà sta solo cercando un posto dove poter smettere di recitare.

Perché anche chi sorride sempre, spesso lo fa per non far domande a sé stesso.

Il loro incontro non ha niente di perfetto.

Non è romantico nel senso classico.

È umano.

Due persone emotivamente stanche che si riconoscono senza bisogno di spiegazioni.

E in mezzo alla tempesta trovano qualcosa che somiglia a un porto sicuro.

Non la felicità immediata.

Ma la possibilità di ricominciare.

Ma conosciamo i nostri protagonisti:


 

 

Lewis non è il protagonista che “deve guarire”.

È quello che non ha più energie per provarci.

Il suo dolore non è spettacolare, non è urlato — è quotidiano. È fatto di silenzi, di assenze emotive, di distacco da tutto ciò che prima contava.

Non cerca l’amore, non lo vuole nemmeno. Vuole solo smettere di sentirsi vuoto.

Ed è proprio questo che lo rende credibile: non combatte per vivere meglio, combatte per riuscire a vivere e basta.

 

 

 

 


 

 

 

Sebastian è movimento.

Ma il movimento, a volte, è fuga.

Balla perché nel corpo riesce a dire quello che non riesce a dire a parole. È solare, spontaneo, intenso — e proprio per questo nasconde una fragilità diversa da quella di Lewis: non l’apatia, ma il bisogno costante di essere visto, capito, accolto.

Non salva Lewis.

Si riconoscono.

Ed è lì che la storia funziona: nessuno dei due è la cura dell’altro, diventano il motivo per cui vale la pena provarci.

 

 

 


Il romanzo ruota attorno a un’idea precisa: non tutte le ferite fanno rumore.

Esistono dolori socialmente riconoscibili — e poi esistono quelli che impari a mascherare.

La storia parla di stanchezza emotiva, di perdita di direzione, di quel momento in cui non vuoi morire… ma non sai più come vivere.

E lo fa senza spettacolarizzare il dolore.

 

Qui l’amore non è salvezza miracolosa.

È presenza.

Non cancella il passato.

Non aggiusta le persone.

Non rende tutto facile.

Ma crea uno spazio in cui abbassare la difesa.

E quando succede, la guarigione non è immediata — diventa possibile.

 



Il cuore torna a battere forte non quando tutto si sistema, ma quando smetti di affrontare la vita da solo.

La rinascita in questa storia non è un punto di arrivo.

È un processo fatto di passi piccoli, imperfetti, reali.

 

Questo romanzo colpisce perché non racconta una favola romantica.

Racconta due persone emotivamente fuori fase con il mondo che trovano un ritmo comune.

Non ti vende la felicità.

Ti mostra la possibilità.

Ed è molto più potente.

 

Dove il cuore batte forte è una storia di seconde possibilità, ma non nel senso classico.

È la storia di quando non torni quello di prima… e impari comunque a vivere nella versione nuova di te.

A volte non guarisci.

Impari solo a non avere più paura di sentire.

E,sorprendentemente, basta. 

 

 Eccomi Readers, se siete arrivati fin qui, siete ufficialmente complici: ci vediamo tra le pagine, con il cuore un po’ più incasinato. Leggete forte, sentite troppo, e non chiedete mai scusa per le emozioni che un libro vi scatena. 

 


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