Tra romanticismo e stelle: quando la scienza diventa emozione.
Ci sono autrici che scrivono storie d’amore.
E poi ci sono autrici che le progettano quasi come fossero equazioni: con incastri, collisioni e gravità emotiva.
Romana Francesca Dimaggio appartiene decisamente alla seconda categoria. Le sue storie oscillano tra la commedia romantica brillante e lo STEM romance, mantenendo sempre una costante: i personaggi non vivono l’amore come fuga, ma come qualcosa che mette in discussione chi sono davvero.
Prima di lasciarvi alle sue parole, facciamo un passo indietro per conoscerla meglio.
Romana Francesca Dimaggio nasce a Barletta nel 1981 e si laurea in Fisica a L’Aquila. Il suo percorso
professionale è tutt’altro che lineare: lavora come consulente informatico tra Padova e Bergamo, per poi trasferirsi a Roma, dove si dedica anche alla divulgazione scientifica, alle ripetizioni e ad altri lavori a contatto diretto con le persone.
Oggi lavora nel settore dello sviluppo e asset management di impianti di energia rinnovabile.
Parallelamente coltiva passioni molto narrative: teatro, cinema, serie tv, anime e manga. E si percepisce chiaramente nei suoi romanzi — visivi, dinamici, sempre costruiti attorno ai personaggi.
Legge di tutto, ma predilige romance, thriller e fantasy: tre anime diverse che nelle sue storie finiscono per convivere senza scontrarsi.
Il suo esordio arriva nel 2020 con “Un duplex per tre”, una commedia romantica ambientata a San Francisco fatta di convivenze improbabili, attrazione immediata ed equivoci continui. Una storia leggera in superficie ma che parla di una cosa molto concreta: capire quando una relazione non ti rende felice e avere il coraggio di cambiare.
Nel 2022 pubblica la favola per bambini “Le stelle sono infinite”, progetto nato per beneficenza, mostrando un lato più delicato e simbolico della sua scrittura.
Nel 2025 cambia completamente atmosfera con “La danza delle stelle binarie”, uno STEM romance ambientato nel mondo dell’astrofisica. Qui la scienza non è solo ambientazione, ma linguaggio emotivo: due persone che si attraggono e si respingono come corpi celesti.
Dopo la chiusura della casa editrice, decide di riprendere i diritti del romanzo e autopubblicarlo — scelta impegnativa ma perfettamente coerente con la sua identità autoriale.
Ora che la conosciamo un po' di piùm passiamo alla sua intervista:
- Da fisica a romanziera rosa: quanto del tuo background scientifico entra davvero nelle tue storie e quanto, invece, serve solo a dare credibilità senza appesantire la trama?
Romana: I miei studi rientrano a pieno nella storia di Alex e Paul ne "La danza delle stelle binarie" soprattutto per rendere più verosimili le loro giornate lavorative, ma sicuramente la passione che loro hanno per l'astrofisica è arrivata dalla mia stessa passione per la scienza, il loro amore per le stelle e lo spazio sconfinato è proprio il mio.
2. Un duplex per tre è una rom-com dichiarata: quanto ti sei divertita a spingere sui momenti imbarazzanti e sulle manie di Emily, e quanto è stato rischioso non trasformarle in macchiette?
Romana: Mi sono divertita un sacco a scrivere questo romanzo e, durante la stesura, mi auguravo che anche il lettore ridesse delle disavventure di Emily e Ryan. Ho cercato di dare alla sotria un taglio ironico, che potesse comunque nascondere spunti di riflessione sulle nostre paure e sul come affrontarle.
3. Ryan e Paul: due protagonisti maschili molto diversi. C’è un tipo di “uomo narrativo” che ti viene più naturale scrivere o dipende tutto dalla storia?
Romana: Sicuramente dipende dalla trama, nel senso che è proprio il personaggio a parlarmi e a raccontarmi sua storia. Credo però che sia più nelle mie corde raccontare dei golden boy, faccio un tifo spropositato per loro e cerco sempre di non farli soffrire troppo.
4. In La danza delle stelle binarie scienza e sentimento orbitano insieme. Scriverlo è stato più difficile dal punto di vista emotivo o tecnico?
Romana: Sì, riuscire ad amalgamare due temi così apparentemente differenti tra loro è stata la cosa più difficile: dovevo parlare di aspetti tecnici e amore senza far pendere l'ago della bilancia da nessuna delle due parti, per non deludere il lettore. Quando ho capito che il macrocosmo ha esattamente le stesse dinamiche emotive che proviamo noi esseri umani, ho trovato il giusto metro di misura per raccontare questa storia.
5. Parliamo chiaro: scrivere uno STEM romance in Italia non è la scelta più easy. Ti sei mai sentita “fuori mercato” o hai deciso di fregartene e basta?
Romana: Volevo che questa storia venisse alla luce ormai da anni, volevo che le persone la conoscessero e si innamorassero dei suoi protagonisti. Tutto ciò che è legato al marketing è arrivato dopo, quando ho capito che esisteva un genere specifico nel quale incasellarla, un trope che potesse identificarla al meglio e aiutasse i lettori a scovarla. Anche se è difficile, non importa. Se arriva anche a una sola persona e riesce a emozionarla, io sono felice.
6. Il tema della carriera femminile che rischia di scontrarsi con l’amore è centrale nel romanzo ambientato a Berkeley. È una paura che conosci bene anche fuori dalla pagina?
Romana: Io stessa mi sono posta queste domande a un certo punto della mia carriera lavorativa, anche se in maniera marginale rispetto alla mia protagonista. Purtroppo però vedo che in tutti gli ambiti ancora oggi le donne devono dimostrare ciò che per gli uomini si dà per scontato. Sono proprio queste disuguaglianze che ho provato a portare alla luce nel mio romanzo.
7. La chiusura della casa editrice e il passaggio al self publishing: botta dura o occasione di crescita? Cosa hai imparato, senza filtri, da questa esperienza?
Romana: Decisamente una batosta, perché mi stavo trovando bene con la vecchia CE. Sono convinta però che ogni cosa accada per un motivo, per cui non mi sono abbattuta e ho colto l'occasione per conoscere un altro aspetto dell'editoria. Il self è ancora più impegnativo al livello di promozione, perché per esempio tanti librai non permettono di organizzare eventi se sei in self. Ogni giorno però continuo a imparare cose nuove, perciò vado dritta per la mia strada a rincorrere nuovi obiettivi.
8. Guardando avanti: più commedie romantiche, più STEM romance o senti che il prossimo passo potrebbe essere un genere totalmente diverso?
Romana: Al momento sto lavorando su un romanzo che è ancora più profondo, qualcosa di più complesso sia negli argomenti trattati che nella struttura stessa della storia. Sarà la prima volta che mi cimento in un simile stile, per cui spero di riuscire al meglio.
Grazie Romana per la disponibilità e per averci portato dentro il tuo universo narrativo: perché alla fine le tue storie lo dimostrano — anche le emozioni, proprio come le stelle, seguono orbite precise… finché qualcosa non le cambia per sempre. ✨
Eccomi Readers questo articolo finisce qui, ma la vera ribellione inizia quando scegliete cosa leggere dopo. Restate curiosi, un pò folli e tremendamente affamati di storie che lasciano il segno.








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