Buongiorno Readers! ☕📚
Oggi voglio portarvi con me in una chiacchierata un po' diversa dal solito.
Immaginate di essere seduti davanti a me, con una tazza di tè caldo tra le mani. Sul tavolo ci sono dei libri, qualche matita colorata e, perché no, una scatola di pastelli che sembra nascondere un piccolo segreto.
È proprio in questa atmosfera che vi presento Benedetta Contadini, protagonista della nostra nuova
intervista della rubrica “Scrittori in evidenza”.Benedetta ha 34 anni e vive a Foligno, in Umbria. Nella vita lavora come operatrice per l'infanzia e il suo rapporto con i bambini è quindi una parte importante del suo quotidiano.
Ma quando parliamo di Benedetta, non possiamo fermarci al suo lavoro.
Ci sono la natura, gli animali, la musica, la fotografia e soprattutto il disegno. Tutte passioni che raccontano una persona profondamente legata alla creatività e alla capacità di guardare il mondo con curiosità.
Ed è proprio questo universo che ritroviamo nel suo progetto narrativo.
🎨La storia che Benedetta ha creato parte da un elemento semplice e familiare: una scatola di pastelli.
Solo che questi pastelli non sono affatto normali.
Ognuno possiede una propria personalità e, soprattutto, un potere straordinario: quello di dare vita a ciò che viene disegnato.
Da qui nasce un mondo pensato per accompagnare i bambini attraverso avventure divertenti ed educative, incontrando lettere, numeri, colori, animali, oggetti scolastici, frutta e verdura.
Un progetto nel quale fantasia e apprendimento cercano di andare di pari passo.
E questa è proprio una delle cose che ho voluto approfondire durante la nostra chiacchierata.
Perché dietro una storia dedicata ai bambini ci sono sempre delle domande interessanti: da dove nasce l'idea? Quanto dell'autrice finisce dentro la protagonista? Come si costruiscono personaggi capaci di parlare ai più piccoli? E soprattutto, come si può insegnare qualcosa senza togliere spazio al divertimento e alla meraviglia?☕ Nell'intervista abbiamo parlato della Benedetta, delle sue passioni, del suo rapporto con i bambini e della creatività.
Ma siamo entrate anche nel suo mondo narrativo, alla scoperta dei suoi pastelli magici e del significato che si nasconde dietro questo progetto.
Le ho fatto domande personali, creative e professionali, cercando di andare oltre la semplice presentazione.
Perché credo che dietro ogni libro ci sia una persona.
E conoscere quella persona significa, spesso, guardare la sua storia con occhi diversi.
Quindi, Readers, mettetevi comodi, preparate la vostra bevanda preferita e venite a conoscere Benedetta Contadini attraverso la nostra intervista.
1. Partiamo da te, Benedetta: sei un’operatrice per l’infanzia e ami la natura, gli animali, la musica, la fotografia e il disegno. Quanto delle tue passioni e della tua esperienza con i bambini è entrato nella storia che hai scritto?
Benedetta: Direi tantissimo! Il mio lavoro con i bambini mi ha insegnato soprattutto ad ascoltarli, a osservare il loro modo di vedere il mondo e a non dimenticare quanto sia importante lasciar spazio alla fantasia.Le mie passioni sono entrate naturalmente nella storia: la natura, gli animali, i colori, il disegno e anche la musica fanno parte del mio modo di essere e sono diventati elementi del mondo di Benedetta. Ho cercato di creare una storia che avesse il sapore delle cose che amo, ma soprattutto che permettesse ai bambini di sentirsi protagonisti.
2. L’idea dei pastelli
magici, capaci di dare vita a tutto ciò che viene disegnato, è davvero
particolare. Da dove è nata questa idea e quando hai capito che poteva
trasformarsi in una storia?
Benedetta: L'idea è nata proprio dal desiderio di trasformare il disegno in qualcosa di magico. Mi sono chiesta: “E se ciò che un bambino disegna potesse davvero prendere vita?”
Da quella domanda è nato tutto. Ho immaginato una bambina, una scatola misteriosa e sei pastelli speciali, ognuno con un potere e una personalità. A un certo punto ho capito che non era più soltanto un'idea, ma poteva diventare una vera avventura, capace di accompagnare i bambini in tanti mondi fantastici.3. Benedetta, la protagonista, trova per caso una scatola di pastelli che non aveva mai visto prima. Quanto c’è di te in questo personaggio? Hai immaginato una sorta di tuo “alter ego” all’interno della storia?
Benedetta: Sì, sicuramente c'è una parte di me in Benedetta. Non è un'autobiografia, ma ho voluto darle alcune caratteristiche che mi rappresentano: la curiosità, la voglia di scoprire, l'amore per gli animali, per i colori e per la creatività.
In qualche modo Benedetta rappresenta anche la bambina che è ancora dentro di me: quella che riesce a meravigliarsi davanti alle piccole cose e che crede che con un po' di fantasia si possa trasformare il mondo.
4. I pastelli non sono semplicemente degli oggetti magici, ma diventano veri e propri compagni di avventura, ognuno con un colore e una personalità diversa. Come hai scelto le loro caratteristiche e c’è un pastello a cui sei particolarmente affezionata?
Benedetta: Ho voluto che ogni pastello rappresentasse qualcosa che appartiene alla crescita di un bambino: emozioni, valori e capacità che possono aiutarlo ad affrontare le piccole sfide quotidiane.
Ci sono il coraggio, la felicità, la creatività, la fantasia e tante altre emozioni che prendono forma attraverso i colori.È difficile sceglierne soltanto uno, perché ognuno ha un significato speciale. Se proprio devo scegliere, però, direi il Pastello Rosso del Coraggio, perché penso che il coraggio non significhi non avere paura, ma trovare la forza di provarci comunque.
5. Nel tuo libro fantasia e apprendimento camminano insieme: lettere, numeri, colori, animali, oggetti scolastici, frutta e verdura diventano parte delle avventure. Quanto è stato importante per te riuscire a insegnare qualcosa ai bambini senza togliere spazio al divertimento e alla loro immaginazione?
Benedetta: È stato fondamentale. Per me imparare non dovrebbe mai significare smettere di divertirsi.
Ho cercato quindi di inserire gli elementi educativi all'interno dell'avventura, senza trasformare la storia in una lezione. Un bambino può imparare una lettera, un numero, un colore o conoscere un animale mentre sta vivendo un'avventura fantastica.Quando impariamo attraverso il gioco e la curiosità, spesso le cose rimangono più facilmente dentro di noi.
6. Da operatrice per l’infanzia, conosci bene il mondo dei più piccoli. Secondo te, quanto possono essere importanti la fantasia, il gioco e la creatività nel percorso di crescita di un bambino?
Benedetta: Sono fondamentali. Il gioco è il linguaggio naturale dei bambini e attraverso la fantasia possono esprimere emozioni, paure, desideri e idee.
La creatività permette loro di sperimentare, sbagliare, riprovare e soprattutto sentirsi liberi di immaginare. Credo che un bambino debba avere la possibilità di sporcarsi le mani con i colori, inventare storie, costruire mondi impossibili e anche fare qualche piccolo pasticcio. Perché spesso proprio da lì nascono le idee più belle!
7. Se potessi davvero avere tra le mani uno dei tuoi pastelli magici, quale sarebbe la prima cosa che disegneresti e perché?Benedetta: Questa è una domanda difficilissima!
Probabilmente disegnerei un enorme arcobaleno, perché per me rappresenta la possibilità di vedere sempre un po' di colore anche dopo un momento difficile. E poi, naturalmente, disegnerei tantissimi animali, bambini che giocano e un mondo dove ci sia spazio per la fantasia, la gentilezza e la curiosità. Forse alla fine consumerei tutti e sei i pastelli!
8. Per concludere, cosa vorresti che un bambino portasse con sé dopo aver letto le avventure di Benedetta e dei suoi pastelli magici? E c’è un messaggio che invece vorresti arrivasse ai genitori e agli adulti che accompagneranno i bambini nella lettura?
Benedetta: Vorrei che ogni bambino, dopo aver chiuso il libro, pensasse: “Anch'io posso creare qualcosa di speciale.”
Vorrei lasciargli la voglia di immaginare, di disegnare, di fare domande, di essere curioso e soprattutto di credere nelle proprie capacità. Agli adulti, invece, vorrei ricordare quanto sia importante lasciare ai bambini il tempo di essere bambini. Leggere insieme, ascoltarli, giocare con loro e permettere loro di fantasticare sono momenti che possono sembrare semplici, ma che possono diventare ricordi preziosi.E forse questo è proprio il messaggio più importante dei Magici Pastelli: la magia più grande non è nei pastelli, ma nella fantasia che ogni bambino porta dentro di sé.
E prima di lasciarvi, una domanda voglio farvela io:
se aveste davvero tra le mani un pastello magico, cosa disegnereste per primo? 🌈✏️
Buona lettura e buona scoperta, Readers! 💜
Grazie Benedetta per aver condiviso con noi un pezzetto del tuo mondo e per esserti raccontata attraverso questa intervista.
E grazie a voi, Readers, per essere ancora una volta qui con me. 📚✨
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