Alla scoperta di E.L Reid : tra magia, oscurità e mondi che prendono vita.
Oggi vi porto dentro il mondo di Eireann Leah Reid, autrice italiana capace di mescolare fantasy, realismo magico, romance e horror gotico con uno stile unico e coinvolgente. Nata nel 1981 a Villafranca di Verona, Eireann scopre la passione per la scrittura a soli sette anni e da allora non si è più fermata.
Dalla pubblicazione del suo racconto epic fantasy Mavis e il Millenario nell’antologia benefica Oltre lo Specchio (2021) al debutto come autrice self con ALTER EGO – Un incontro voluto dal Destino
(2023), Eireann ha esplorato diversi generi, dimostrando curiosità e coraggio nel creare mondi e personaggi che vivono di vita propria. La sua saga Witch Hunters (2023-2025) l’ha consacrata nel panorama fantasy italiano, conquistando il terzo posto come miglior romanzo fantasy italiano al Trofeo Cittadella 2025.
Altri lavori importanti includono il racconto Il Canto della Banshee (2024), pubblicazioni a scopo benefico come Linfa d’Ombra (2025) e l’horror gotico L’archivio del Conte (2025), ambientato nei luoghi della sua infanzia. Ogni storia di Eireann unisce emozione, magia e una profondità sorprendente, rendendo la lettura un vero viaggio tra mondi fantastici e sentimenti umani.
I suoi lavori principali:
- ALTER EGO – Un incontro voluto dal Destino (2023) – Romance
- Witch Hunters – ESILIO (2023) – Contemporary fantasy / realismo magico
- Il Canto della Banshee (2024) – Racconto legato alla saga Witch Hunters
- Witch Hunters – REDENZIONE (2025) – Secondo volume della saga
- Linfa d’Ombra (2025) – Racconto benefico
- L’archivio del Conte (2025) – Horror gotico
Di seguito, le risposte di Eireann alla mia intervista che ci ha permesso di scoprire non solo la scrittrice, ma anche la persona dietro i suoi mondi:
- Hai iniziato a scrivere a sette anni e non ti sei più fermata. Cosa è rimasto intatto di quella bambina che amava il fantastico e cosa invece è cambiato brutalmente crescendo come autrice?
Eireann: Di intatto è rimasta la curiosità, la capacità di far spaziare la fantasia, la volontà di creare nuovi mondi e personaggi, ma anche una certa timidezza di fondo. È cambiata la percezione, non la visione. Crescendo capisci il "come" costruire, ti rendi conto che le idee vanno sviluppate diversamente da come avresti fatto da bambina, impari a gestire meglio il worldbuilding, a capire i personaggi e – cosa per me importantissima – a non forzarli a fare qualcosa che non vogliono, che non è nelle loro corde. Dei miei personaggi (soprattutto i veterani di Witch Hunters) dico sempre che vivono di vita propria: hanno le loro idee, la loro visione del mondo e degli avvenimenti. E sai una cosa? A me va benissimo così. Ho imparato a conoscerli tutti piuttosto bene in questi anni e ho dato loro la facoltà di decidere come evolverà la loro storia. Dopotutto, io mi limito solo a scriverla.
2.Dal romance al fantasy, dall’horror gotico al realismo magico: non segui una comfort zone. È una scelta consapevole o il rifiuto di farti incasellare dal mercato?
Eireann: Un mix di entrambe le cose. Adoro le sfide, mettermi alla prova e spaziare tra nuovi generi, soprattutto quelli fuori dalla mia comfort zone. Poi mi piace non "fissarmi" su uno specifico genere: voglio dimostrare – in primis a me stessa – che sono capace di scrivere un po' di tutto.
3.Witch Hunters parla di equilibri, sangue, amore e destino. Se dovessi dire la verità nuda e cruda: è una saga sul soprannaturale o sulle ferite che ci portiamo dietro come esseri umani?
Eireann:
Bella domanda, alla quale non saprei dare una risposta precisa. È una saga con elementi soprannaturali che parla di famiglia, legami di sangue e ferite che ci portiamo dentro, molte delle quali mai del tutto cicatrizzate. Ma è anche un percorso di crescita e rinascita attraverso il dolore.
4. ESILIO e REDENZIONE sono due parole pesanti. In quale delle due ti sei riconosciuta di più come persona, non come scrittrice?
Eireann:Di sicuro in ESILIO, e lo dico senza esitazione di sorta. C'è stato un periodo, anche piuttosto lungo della mia vita, in cui mi sono sentita esiliata in una prigione che mi ha portato a una condizione fisica e mentale difficile da gestire. Però alla fine ne sono uscita, con parecchi chili in più, qualche osso rotto e il cuore ammaccato, ma ancora in piedi e più forte e caparbia di prima.
5. Il tuo gotico horror L’archivio del Conte nasce nel paese in cui sei cresciuta. Quanto è stato disturbante tornare lì con lo sguardo dell’autrice e scavare dove di solito si evita di guardare?
Eireann:
Disturbante non direi; anzi, è stato piuttosto piacevole. L’archivio del Conte è nato da un avvenimento realmente accaduto di cui mi parlava sempre mio nonno, un fatto che poi si è trasformato in una sorta di leggenda tramandata di generazione in generazione. Poter scrivere un libro che contiene tantissimo di me, di quel paese che mi ha vista crescere, dei suoi luoghi e abitanti, è stato... liberatorio.
6. Hai pubblicato racconti e romanzi legati a progetti benefici e sociali. Pensi che oggi scrivere fantasy significhi anche prendersi una responsabilità etica, oppure la narrativa deve restare uno spazio libero da “messaggi”?
Eireann: Credo che scrivere, indipendentemente dal genere, sia sempre una responsabilità. Veicolare "messaggi" attraverso la narrativa è piuttosto comune e tante volte viene naturale. Però, per come la vedo io, non deve essere una forzatura, altrimenti si rischia di contaminare uno spazio che deve restare libero e a disposizione della fantasia.
7. Self publishing, premi letterari, bandi vinti: qual è la parte meno glam di questo percorso che nessuno racconta e che invece chi sogna di scrivere dovrebbe sapere subito?
Eireann: Senza ombra di dubbio, il self publishing. In Italia esistono ancora troppi pregiudizi su chi sceglie, con cognizione di causa, di essere imprenditore di sé stesso. Il problema è che ci sono stati (e ancora ci sono, seppur in quantità minore) autori – o presunti tali – senza un minimo di preparazione, che hanno inondato le piattaforme di libri non curati, sia nel testo che nelle cover. Questo ha penalizzato davvero tanto chi investe (e neanche poco) nelle proprie opere.
Il self publishing, se fatto bene, non è la via più semplice e di sicuro non è economico. Però ti permette di scegliere i tuoi collaboratori, di non scendere a compromessi e di non legarti a un calendario di pubblicazione imposto da altri. Ti permette di mantenere il controllo della filiera, di immettere sul mercato un prodotto al massimo delle proprie capacità. Al contempo, però, è tutto sulle tue spalle: devi gestire il lato promozionale, i social, i contatti ecc. È faticoso e, di sicuro, non è per tutti.
8. Guardando avanti: Eireann Leah Reid nel 2030 – più oscurità, più magia o più verità scomode? E soprattutto: cosa non sei più disposta a sacrificare per una storia?
Eireann: Verità scomode, oscurità e magia, in questo ordine. Non sono più disposta a scendere a compromessi, a sacrificare la storia o parte di essa per "la moda del momento" o per virare su scelte imposte dal mercato o da una grande fetta di lettori.
È già successo in passato di dare retta a persone che mi hanno spinta in questa direzione. Il risultato? Mi sono ripresa i miei diritti, ho risistemato e ampliato il testo, e l’ho pubblicato in self publishing.
Io dico sempre – e la mia editor lo sa – che l’autrice sono io, la storia è mia e i personaggi sono mie creature. L’ultima parola spetta a me. Posso confrontarmi, chiedere consiglio, ma alla fine sono io a decidere, nel bene e nel male. Perché la faccia, ce la metto io e mi prendo le mie responsabilità. Questo non significa alzare muri di caparbietà o superbia, ma solo rispettare i mondi e i personaggi che ho creato.
Ringraziamo di cuore Eireann Leah Reid per averci aperto le porte del suo mondo e per aver condiviso la sua storia, le sfide del percorso da autrice e l’amore per i suoi personaggi. La passione, la determinazione e la magia che mette in ogni pagina ci ricordano che dietro a ogni libro c’è un cuore che batte, pronto a emozionare e a ispirare chi legge.
Eccomi Readers questo articolo finisce qui, ma la vera ribellione inizia quando scegliete cosa leggere dopo. Restate curiosi, un pò folli e tremendamente affamati di storie che lasciano il segno.








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