13 novembre 2025

SCRITTORI IN EVIDENZA : Alessandro Carrozza

 

 

Oggi sul blog vi presento Alessandro Carrozza, autore messinese classe 1991, una mente poliedrica che unisce ingegnieria, arte e scrittura. Dopo la laurea in ingegneria industriale e due anni trascorsi in Inghilterra, Alessandro decide di dare voce alla sua passione più autentica : raccontare storie.

Nel 2020 riprende in mano un progetto rimasto nel cassetto e completa la stesura del suo primo romanzo, “Riot”, pubblicato nel 2021, che segna l’inizio di una trilogia destinata a lasciare il segno.


Da allora, il suo percorso letterario è stato in continua evoluzione.

Nel 2023 pubblica la raccolta “Tracce nel tempo – Volume 1”, dove mostra il suo lato più riflessivo, intimo e sperimentale.

Nel 2025 arriva “War”, seguito diretto di Riot, un romanzo che affronta la guerra come metafora della condizione umana, dove il confine tra bene e male si fa sempre più sottile.

Le sue opere si distinguono per l’intensità emotiva, la profondità dei personaggi e quella costante ricerca del senso delle scelte, della vita e dei legami che ci definiscono.

Ma Alessandro non è solo scrittore: è anche il direttore organizzativo del collettivo “Messina Scrive”, curatore della sezione letteraria degli eventi Notte d’Arte e autore del talk-show Il Caffè del Mercoledì, un format di divulgazione artistica e sociale trasmesso su Todo Modo TV e Antenna del Mediterraneo.

Attraverso laboratori di scrittura, collaborazioni con associazioni e progetti culturali, continua a promuovere la letteratura come strumento di crescita e condivisione.

 

L’intervista 

 


1-Alessandro, la tua formazione è ingegneristica e hai vissuto anche all’estero. In che modo queste esperienze hanno influenzato il tuo approccio alla scrittura?

 

Alessandro: Molti è stato fatto notare che “si vede che scrive un ingegnere”, per la struttura e la pianificazione alla base dei miei romanzi e perché non ho mai fatto mistero di aver elaborato i dati, il sistema magico e le schede dei personaggi su Excel, con tanto di funzioni e filtri. I due anni in Inghilterra sono stati una pausa dalla scrittura e, al tempo stesso, un periodo di intensa raccolta di idee, ispirazioni, sedimentazione di temi, concetti e stile, tutti strumenti che sono cresciuti successivamente e che continuano a migliorare, dal mio punto di vista e stando ai pareri dei lettori.

 

2-“Riot” nasce come primo romanzo di una trilogia e affronta temi molto intensi come la lotta tra bene e male, il valore della vita e dei legami. Quando hai iniziato a immaginare la storia di Nate e del suo mondo?

 

Alessandro:

Le radici di quello che sarebbe diventato “Riot” risalgono ai tempi del liceo, quando avevo steso un canovaccio di trama per un videogame mai realizzato. Il formato romanzo si è affermato nel 2012, con il primordiale world building e le prime versioni dei personaggi, originariamente versioni degli amici che volevano “essere nel libro” (passato di cui rimangono soltanto poche tracce, più o meno evidenti). La storia, però, è sempre rimasta quella, arricchita man mano con temi coerenti con la mia crescita e col target di riferimento.

 


3-In “War”, secondo volume della trilogia, l’ambientazione diventa ancora più cruda e segnata dalla violenza della guerra. Cosa hai voluto trasmettere ai lettori mostrando questo passaggio dal conflitto “politico” al conflitto “umano”?

 

Alessandro:

Che “War” sia stato scritto nell’attuale periodo storico è una fortuita coincidenza, dato che la trama dell’intera trilogia è pianificata da anni, e quindi il conflitto “politico” e “umano” risultano, per forza di cose, non solo legati, ma coincidenti. Ciascuno di noi è una persona dotata di interiorità, sentimenti, sogni, ideali, ma anche di peso politico e sociale, responsabilità nei confronti di sé, dei cari e della collettività. Intrecciare questi aspetti, solo apparentemente differenti, è stato naturale e contribuisce ad avvicinare personaggi e lettori, accomunati dal vivere pienamente qualsiasi prova che il mondo possa proporre.

 

4-I tuoi romanzi prendono ispirazione anche da brani musicali, come “Riot” degli Hollywood Undead e “War” degli Story of the Year. Quanto la musica ti accompagna durante la scrittura e come riesce a plasmare la tua immaginazione narrativa?

 

Alessandro:

La musica è il pilastro della mia creatività. Penso per immagini, quindi il “film mentale” muto, senza sonoro, sarebbe parecchio anacronistico. Durante la scrittura, scelgo brani adatti alla situazione, o all’atmosfera, per immergermi al massimo nel passo cui mi sto dedicando. Dato che anche ciascuno capitolo dei due romanzi è associato a una canzone diversa, in fase di revisione rileggo sempre con la colonna sonora scelta, per assicurarmi di aver trasmesso l’effetto desiderato. I lettori apprezzano, quindi funziona!

 


5-Nel 2023 hai pubblicato Tracce nel tempo, una raccolta di scritti brevi. Quanto è diverso per te passare da un progetto lungo e complesso come una saga fantasy a una raccolta di testi più concentrati?

 

Alessandro:

“Tracce nel tempo” è una raccolta voluta dai lettori del web. I singoli testi nascono come contenuti per Wattpad e i social, un espediente di semplice e rapida fruizione per diffondere la mia scrittura. L’esperimento è piaciuto e ho colto il suggerimento di trarne un volumetto. Ciascun brano è legato a uno spunto tratto da “642 idee per scrivere” (L’ippocampo edizioni) e tiene conto dello spazio fisico concesso da questo eserciziario. Mi sono messo alla prova, non ho saltato alcuna sfida e ne ho approfittato per avventurarmi in forme espressive e generi diversi. Inizialmente, percepivo i limiti di lunghezza come una gabbia, ma mi sono serviti da allenamento in vista di vari concorsi letterari, che solitamente pongono dei parametri proprio in termini di battute.

 

6-Sei molto attivo nel panorama culturale messinese, tra collettivi, eventi, laboratori e il tuo talk-show Il Caffè del Mercoledì. Quanto questo contatto diretto con altri artisti e con i giovani arricchisce la tua scrittura?

 

Alessandro:

La mente è capace di creare collegamenti impensabili tra informazioni, nozioni, stimoli anche distanti razionalmente, quindi ho sempre avuto la tendenza a lasciarmi influenzare, ispirare, come quando ti lasci trasportare dalla corrente, a pelo d’acqua, e ti concedi il tempo di stare con te stesso, di sentire il vento sulla pelle, di ascoltare lo scroscio delle onde, di guardare le stelle in una nottata serena. Ogni espressione artistica con cui entriamo in contatto, inevitabilmente, ci tocca, la assimiliamo e diventa parte del nostro bagaglio e lo stesso vale per tutte le relazioni umane. Credo fermamente nella comunicazione transgenerazionale, chiunque merita ascolto e può insegnarci qualcosa, indipendentemente dall’età.

 


7-Nei tuoi romanzi i personaggi si trovano costantemente davanti a scelte difficili e a dilemmi morali. È un riflesso di domande che ti poni anche nella vita reale?

 

 

Alessandro:

Come chiunque, ho la testa piena di domande. La quotidianità ci pone costantemente di fronte a scelte e dilemmi, di cui possiamo al più prevedere esiti e implicazioni, ma mai con assoluta certezza. Nel ruolo di scrittore, non ho la pretesa di fornire alcuna risposta, ma di sollevare domande. Il libro dialoga col lettore che, non potendo confrontarsi direttamente con chi scrive, è indotto a un confronto con se stesso. Mi piace organizzare eventi di confronto, e non semplici presentazioni, per poter ricevere i feedback dei lettori e, in un certo senso, chiudere un cerchio che apre a nuove riflessioni, insieme.

 

8-Guardando al futuro: possiamo aspettarci il terzo capitolo della trilogia dopo Riot e War? O hai in cantiere anche altri progetti che non riguardano direttamente Nate e il suo mondo?

 

Alessandro:

Al momento sto lavorando proprio al capitolo finale della trilogia, i lettori lo reclamano e ammetto di voler concludere questa grande avventura, che mi ha aperto le porte di un mondo a me sconosciuto. L’arte e la cultura, almeno nella mia città, faticano a emergere e acquisire il peso che meriterebbero e io stesso, provenendo da un background scientifico, ero all’ignoto di tantissimi eventi e realtà esistenti. Successivamente, completerò “Tracce nel tempo” con gli altri cinque volumi programmati e voglio concedere più spazio alla poesia. Mi piace anche scrivere testi per canzoni, sto lavorando a un album musicale tra un impegno e l’altro e sono molto curioso del risultato.

 

 

Alessandro Carrozza è una di quelle persone che non si limitano a sognare: costruiscono ponti tra il pensiero e l’azione, tra la mente e il cuore.

Le sue parole raccontano mondi, ma soprattutto raccontano una visione — quella di chi crede che la cultura possa ancora cambiare le persone, un libro alla volta.

Grazie, Alessandro, per aver condiviso con noi la tua storia e la tua luce. 🌹

 

 


 


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